• 19 Aprile 2021
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Logudorolive

100mila euro per il Nuraghe Burghidu e 150 per il Nuraghe Luche di Illorai

Scavi Nuraghe Burghidu di Ozieri

100mila euro per il Nuraghe Burghidudi Ozieri e il Nuraghe Oes di Giave, ma anche 150mila euro per il Nuraghe Luche di Illorai e 120 mln per la Necropoli di Su Murrone di Chiaramonti. Queste le somme, stanziate dall’Assessorato regionale per i Beni Culturali, che saranno utilizzate per i siti di questi quattro comuni, inseriti nel quadro della campagna di scavi archeologici in cui si prevede un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro e il coinvolgimento di altre 13 località di rilevanza storica del territorio regionale.

L’Assessore ai Beni Culturali Andrea Biancareddu, nel presentare l’intervento varato dalla Giunta Solinas, ha ricordato che «la Regione ha come missione istituzionale proprio la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dell’Isola».

«In particolare – continua Biancareddu – la Regione promuove e coordina interventi di restauro dei beni culturali sulla base di metodologie definite d’intesa con gli organi statali competenti, con le università e gli istituti di ricerca archeologica e paleontologica nel territorio della Sardegna. Si tratta di azioni di carattere strutturale per il restauro e il recupero del patrimonio, la messa in sicurezza dei siti e lo scavo archeologico. Più in generale della creazione di spazi idonei anche all’erogazione di servizi finalizzati alla fruizione del patrimonio al pubblico».

Sul finanziamento destinato agli scavi presso il Nuraghe Burghidu di Ozieri è intervenuto il capo di Gabinetto dell’assessorato regionale, ed esponente di spicco del gruppo Prospettive per Ozieri, Luca Manca, che ha spiegato come «l’annosa questione (sul reperimento dei fondi ndr) andava avanti da tanto tempo. Nell’ordine, richieste in tal senso, giunsero all’Assessorato competente dalle varie amministrazioni di Ozieri che si sono succedute negli anni, da quelle di Fantasia e Marongiu, a quelle di Fadda a Cubeddu e, da ultimo, di Ladu e Murgia, senza che però se ne venisse mai a capo».

«Oggi, siamo orgogliosamente soddisfatti di aver ottenuto questo primo importante tassello burocratico – sottolinea in una nota il gruppo Prospettive –, che ci permette di riscoprire il nuraghe più importante di Ozieri, che verrà analizzato e valorizzato come realmente merita e per il quale seguiranno ulteriori iniziative e sostegni finanziari per scavi e ricerche».

Oltre ai siti di Ozieri, Giave, Chiaramonti e Illorai saranno finaziati gli interventi anche nei seguenti siti: Nuraghe e villaggio di Palmavera di Alghero, Grutta is Janas di Baunei, il Complesso paleocristiano di Cornus a Cuglieri, il Pozzo sacro Milis a Golfo Aranci, Area archeologica di Monte Tarè e Scerì a Ilbono, l’area Nuraghe Luche Nolza a Meana Sardo, l’area archeologica di Scaba ‘a Cresia – Santu Mraccu a Morgongiori, il Tempio di Demetra a Narcao, Sas Arzolas de Goi a Nughedu Santa Vittoria, Via Ponte Romano,79 a Porto Torres, il Nuraghe Lu Brandali a Santa Teresa di Gallura, Villa Romana di Santa Filitica a Sorso e il Nuraghe Majori a Tempio Pausania.

Nella foto: il nuraghe di Burghidu di Ozieri