• 4 Ottobre 2026
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Terza categoria, intervista al nuovo tecnico della Morese Gian Battista Carta

Gian Battista Carta Morese
«L’obiettivo è provare a migliorare i risultati delle ultime stagioni».

MORES | 4 ottobre 2026. La società della Morese quest’anno ha affidato la guida tecnica della prima squadra al giovane tecnico Gian Battista Carta. Per conoscere obiettivi e ambizioni in vista del prossimo campionato di Terza categoria, lo abbiamo incontrato per una chiacchierata.

Mister, intanto i migliori auguri per la “prima” in panchina, con gli auspici di una lunga e fruttuosa carriera. Ormai ci siamo e la nuova stagione è partita: quali sono i programmi stilati con la dirigenza di una società che sino a non molto tempo fa esprimeva una squadra a livello superiore, lanciando anche più di un elemento in categorie superiori? E quali gli acquisti effettuati per rinforzare la rosa per affrontare nel migliore dei modi il prossimo torneo?
«Inizio ringraziando di cuore per gli auguri. Sarà il mio primo campionato dall’inizio ma arrivo a questa esperienza dopo aver già “traghettato” la squadra due stagioni fa nel finale di campionato e lo scorso anno ho svolto il ruolo di vice a mister Vico Chessa, che voglio ringraziare.
Ripartiamo sicuramente dallo zoccolo duro, composto da oltre una dozzina di ragazzi tra i 20 e i 30 anni che hanno deciso di dare continuità a questo progetto. A loro abbiamo aggiunto nuovi giocatori, necessari per completare l’organico, e fatto un appello ai ragazzi fino al 2011, cercando di avvicinarli al calcio “dei grandi”, speriamo rispondano numerosi. Inoltre, insieme a me, c’è un gruppo che ha grande entusiasmo, composto da Luca Chessa e Kevin Immarata nello staff tecnico, con Dario Becciu nel ruolo di direttore sportivo, che si è messo a disposizione della causa Morese dopo l’ultima stagione da calciatore».

Si parla di almeno tre-quattro squadre che si sono attrezzate per il salto di categoria. Che ruolo vuole svolgere la Morese che, purtroppo, dovrà giocare tutta la stagione fuori casa per i lavori in corso sul proprio campo?
«Sicuramente c’è sempre chi, in estate, crea la squadra con grandi ambizioni, non può che essere positivo per il movimento, perché alza il livello e spinge tutti a fare qualcosina in più. Noi guardiamo soprattutto al nostro percorso, l’obiettivo è provare a migliorare i risultati di queste ultime stagioni, che hanno visto la Morese essere sempre un avversario difficile per tutti, nonostante le problematiche legate al campo. Giocare un’altra stagione lontano da Mores sarà sicuramente difficile, non vogliamo però utilizzare questa situazione come alibi, sarà una difficoltà da affrontare e superare. Per fortuna negli ultimi tempi, a Mores qualcosa si è mosso sotto questo aspetto, sono sicuro che battaglieremo con tutti in qualsiasi rettangolo di gioco».

Un po’ ovunque crescono i settori giovanili: pensi che fra non molto si possano varare nuovamente delle squadre a forte trazione autoctona? 
«Lo spero, però credo sarà sempre più difficile. Noi quest’anno abbiamo proposto per il secondo anno il Summer Camp. Due settimane di calcio per i bambini dai 6 ai 13 anni. Abbiamo avuto una buona partecipazione ma non ci sono i presupposti per creare un settore giovanile. A mio parere dovrebbero esserci più opportunità di gioco libero, nelle scuole e nei doposcuola. Credo sia importante creare le condizioni perché un ragazzo di Mores possa avvicinarsi al calcio, appassionarsi e un domani arrivare alla prima squadra».

Come vedi l’Ozierese e il Buddusò in Promozione, l’Oschirese, il Bottidda e l’Atletico Bono in prima categoria e il Pattada, il San Nicola Calcio Ozieri, la Frassati, e quindi il Burgos, il Bultei, l’Alà, la Nulese e il Berchidda in Seconda? Gli altri mister delle squadre di Terza parlano di un livello ormai alto anche nella categoria. Qual è il tuo pensiero a riguardo?
«Tante realtà stanno crescendo in fretta e questo ci obbliga ad alzare il nostro livello. Vedo società ambiziose e un movimento che sta sempre migliorando. Alla guida delle squadre logudoresi ci sono tecnici molto preparati, alcuni li conosco personalmente e so con quanta passione e competenza si dedicano alle loro squadre.
Chi ha fatto il salto di categoria dovrà dimostrarsi all’altezza, alcune retrocesse vorranno fare subito la voce grossa e altre, come ad esempio, l’Ozierese, vorranno confermarsi e migliorare».

È tutto, la parola passa al campo. A Gian Battista Carta e alla Morese nelle varie componenti gli auguri per una lunga serie di stagioni ricche di risultati.

Raimondo Meledina

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