Ozieri, il reparto di Oculistica in affanno: in servizio solo tre medici
La carenza di personale si aggrava dopo la conclusione del mandato di una dottoressa. Servizi ridotti, liste d’attesa in crescita e pazienti costretti a rivolgersi ad altri ospedali o alle strutture private.
OZIERI | 16 ottobre 2026. Tre soli medici per garantire il servizio a un territorio che comprende il distretto di Ozieri e si estende fino a tutta la Gallura. È la situazione con cui deve fare i conti la Struttura semplice dipartimentale (Ssd) di Oculistica dell’ospedale “Segni”, dove la carenza di personale si è aggravata in questi giorni, dopo la conclusione del mandato di una dottoressa. Una condizione che sta influendo negativamente sull’organizzazione dell’unità, limitandone l’attività quotidiana. Tutto ciò a discapito dei pazienti, costretti a lunghe attese, a rivolgersi ad altri presidi o, peggio ancora, ai centri privati. Se a ciò si aggiunge che da diverso tempo, le prestazioni vengono assicurate soltanto per poche ore al giorno – il reparto viene chiuso già dal primo pomeriggio –, non sorprende che l’elenco delle persone in coda per una visita specialistica o un intervento chirurgico continui ad allungarsi.
I professionisti rimasti, dal canto loro, fanno quel che possono, ma appare evidente che, senza un tempestivo e adeguato potenziamento della pianta organica, non sia possibile dare risposte immediate all’utenza. Questo è dunque il quadro attuale, ben lontano da quello di un tempo, quando il reparto di Oculistica di Ozieri era considerato un’eccellenza a livello regionale. Una regressione che, purtroppo, sta interessando anche gli altri servizi del “Segni”, una realtà ormai relegata ai margini dell’organizzazione sanitaria del Nord Ovest della Sardegna, dalla quale riceve soltanto le briciole, senza che si concretizzi una decisa e tangibile azione di rilancio. Ne è la conferma, ad esempio, la recente apertura dell’ospedale di comunità, che ha sottratto personale prezioso ai vari reparti dell’ospedale, acuendone le criticità, senza peraltro registrare alcuna attività, vista l’assenza di ricoveri. Se è questo l’approccio adottato, le prospettive – dicono in tanti – non sono certo rassicuranti. E a destare ulteriori timori sono anche le indiscrezioni su un ipotetico declassamento della Struttura complessa di Anestesia, un’eventualità che metterebbe seriamente in pericolo il futuro dell’ospedale di Ozieri e la tenuta dei suoi servizi.
Il rischio, in sostanza, è che il progressivo ridimensionamento del “Segni” diventi una condizione strutturale, con conseguenze dirette sull’assistenza sanitaria di un intero territorio. Per questo servono risposte concrete, a partire dal rafforzamento degli organici e da scelte organizzative che restituiscano al presidio il ruolo che gli compete nella rete sanitaria del Nord Ovest Sardegna. A chi ha la responsabilità politica il dovere di intervenire, prima che il declino diventi irreversibile.
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