• 22 Gennaio 2022
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Agnelli Igp, domande aperte fino al 15 dicembre per i 9 euro a capo

Agnello
L’intervento interesserà circa 160mila agnelli Igp di Sardegna per un totale di 1,4milioni di euro.

Fino al 15 dicembre si possono presentare nei Centri di assistenza Agricoli (CAA) le domande per i 9 euro ad agnello marchiato Igp del Fondo per la Competitività delle filiere istituito con Decreto dal Governo per attenuare le perdite del settore agricolo a causa del Corona virus.

L’aiuto è riconosciuto in base al numero di capi ovini registrati nella BDN, tra il primo marzo e il 30 aprile 2020 ed è riservato alle carni di agnello macellate e certificate IGP (9 euro a capo) e per quelli non IGP nati, allevati e macellati in Italia (in questo caso il premi scende a 6 euro a capo).

Questo intervento interesserà circa 160.000 agnelli certificati Igp di Sardegna per un totale di 1,4milioni di euro che vanno a sommarsi a quelli presentati lo scorso anno (170mila agnelli per un totale di oltre 1,5milioni di euro) ed in pagamento dai primi di dicembre (l’anticipo del 70%). 

Il settore ovino infatti ha usufruito di questa misura nel biennio 2020-2021 per un totale di 7,5 milioni di euro: 3,5 lo scorso anno e 4 milioni per il 2021.

Questo intervento extra si somma a quello annuale destinato in questo caso solo agli Agnelli Igp che ha assegnato 6 euro a capo del premio accoppiato, già liquidati a luglio, per un totale di 4,5 milioni.

«È un intervento per il quale come Consorzio ci siamo battuti. L’integrazione ottenuta, in un momento difficile, sommata a quella del premio accoppiato rappresenta una cifra importante, circa 6 milioni di euro in un anno», afferma il presidente del Contas Battista Cualbu.

La Sardegna fa la parte del leone, ed in particolare gli agnelli marchiati Igp, a cui andranno in due anni circa 3 milioni di euro sui 7,5 stanziati a livello nazionale sia per gli ovini Igp (in Italia sono tre: oltre alla Sardegna, l’Abbacchio Romano e l’agnello del Centro Italia) che per gli agnelli nati, allevati e macellati nella Penisola non Igp. 

«Questo conferma da una parte l’orientamento delle Istituzioni a supportare quegli allevamenti che certificano Igp e dall’altra la sempre maggiore forza dell’Agnello di Sardegna Igp che oggi aggrega oltre 4.500 allevatori», sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette

«Anche il mercato ormai guarda quasi esclusivamente agli agnelli certificati Igp – ricorda Battista Cualbu – per questo è fondamentale continuare ad allargare la base sociale ed includere tutti gli allevatori sardi. Inoltre – precisa – i costi di certificazione a carico degli allevatori (per gli agnelli Igp) vengono interamente rimborsati attraverso i fondi previsti nella Misura 3 del PSR – sottomisura 3.1, che incentiva la nuova adesione di agricoltori ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari».