• 22 Giugno 2024
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Cagliari, arte moderna e contemporanea nella mostra curata da Davide Bisato

Davide Bisato
La collezione di opere italiane e internazionali del critico veneto è stata presentata nel segno di condivisione col percorso sardo contemporaneo di Mario Biancacci, Dolores Mancosu, Augusto Mola e Valeria Murtas.

CAGLIARI | 8 giugno 2024. L’arte moderna, in modo semplificativo, è collocata temporalmente tra la fine del XIX secolo e l’arte sviluppata fino agli anni Sessanta del XX secolo; conseguentemente tutta l’arte “classificabile” contemporanea è la successiva creatività fino ai giorni nostri. E in un sontuoso percorso, di unicità d’arte moderna e contemporanea, si è sviluppata la mostra curata dal veneziano Davide Bisato, moglie sarda di Furtei e residente nel capoluogo isolano da oltre un decennio, e tenutasi nell’avanguardista Nova Karel Gallery di viale Trieste, a Cagliari.

La collezione personale-privata di opere italiane ed internazionali – mai proposte prima dal critico veneto e curatore dell’evento – è stata presentata nel segno di condivisione col percorso sardo contemporaneo di Mario Biancacci, Dolores Mancosu, Augusto Mola e Valeria Murtas. La collezione di Davide Bisato, di riconosciuta fama critica e di significativa quotazione, spazia l’universo del moderno e della contemporaneità, con una miscellanea di nomi tra i più rappresentativi sulla scena: Osvaldo Licini (olio su tavola), Robert Indiana (pop art), Franco Urpi (olio su tela), Roberto Masia (olio su tela), Elisabetta Rogai (olio e vino su tela), Antonio Sgarbossa (olio su tavola), Domenico Chiaudrero (olio su tela), Maria Murgia (olio su tela), Eric Dennis Waugh (optical art), Anita Peko (collage su tela).

Davide Bisato 2

L’arte visiva contemporanea ha i tratti della conflittualità del Novecento artistico, tra realismo e astrattismo di ricerca concettuale, e percorre sentieri di pienezza creativa con segni originali di fondamento estetico ed universalità attinta da quella “solarità” (caratteristica anche di generazioni artistiche sarde contemporanee) che dona luce e splendore a tante opere del nostro tempo. La solarità esprime una poetica di contenuti, favorisce una espressività lirica che esalta e privilegia lo splendore simbolico e immaginifico dell’arte contemporanea. L’arte attuale dona e mostra una complessa idea concettuale dell’estetica, ma certamente arricchisce ed evidenzia il legame di continuità, tra passato e presente, come frutto generativo di pensiero artistico e filosofico esistenziale. Il cosiddetto “sistema dell’arte contemporanea” offre un pluralismo estetico e creativo di tematiche che sono frutto dei linguaggi del nostro tempo: perfomativi e multimediali.

Bissato mostra

In occasione del finissage dell’evento espositivo cagliaritano, abbiamo dialogato con Davide Bisato di arte moderna e contemporanea; dichiaratamente “grande amante della pittura moderna” e dei vari linguaggi universali che diventano icone in un contesto di quotidianità. Custodisce una profonda conoscenza, e personali aneddoti, di artisti americani e italiani come Tino Stefanoni, Manzoni, Burri e Fontana, a cui, oltre la ideale concettualità di valenza artistica, riconosce la grande umanità e generosa  sensibilità “verso la valorizzazione artistica dei giovani”.

L’arte moderna è una sfida ai principi classici e alle tradizioni legittimate dalle accademie?
«L’Accademia è più didascalica e da meno spazio interpretativo, naturalmente ferrea nelle regole tematiche e nell’anatomia figurativa, mentre l’arte moderna ha una sua espressione anarchica. È ancor più anarchica quella contemporanea che gioca sulla strumentalizzazione della provocazione e non sempre si evolve in vera Arte».

Come si percepisce la contemporaneità artistica e creativa in Sardegna?
«La creatività è viva presenza e denota un legame con il territorio, significato dall’isolamento e dall’essere Isola; non sempre attingere e perseguire la tradizione si dimostra equazione di crescita. Spero che, grazie a questo evento ed in altri futuri, si riesca a seminare nuovi elementi innovativi e proiettare, come merita, la Sardegna all’esterno per superare una certa ‘claustofobia locale’ , condizionante l’armoniosità e libertà creativa».

Gli artisti sardi si caratterizzano per una loro specificità e identità…
«Sì, troppo vincolati e legati al territorio per cui tanti validi artisti di grandi potenzialità non riescono ad imporsi ed emergere all’esterno; mentre si dimostra un vantaggio a chi sceglie di operare in limiti territoriali e sviluppare le tematiche locali, di non facile comprensione fuori dall’Isola. La Sardegna ha bisogno di ossigeno mentale e l’arte, da questo punto di vista, può recitare un ruolo primario. In questa mostra abbiamo proposto stimolanti opere e dato visibilità a pop art, astrattismo, futurismo, iperrealismo moderno, impressionismo, opere con materiali alternativi, optical art cinetica, fusionismo, décollage. Offerto un orizzonte e viaggio artistico d’ampio spettro ed arricchimento».

Personalmente ho profondi dubbi che gli artisti sardi possano dialogare col mondo senza il determinante e vitale substrato di radice identitaria e di Sardegna!

Apprezzato, a conclusione del finissage, l’intermezzo musicale della giovane pianista e modella fotografica Ludovica Pisano di Villamassargia.

Cristoforo Puddu

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