• 8 Gennaio 2026
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Cagliari. Paziente rinuncia a terapia salvavita per protesta, interrogazione di Fratelli d’Italia

Businco di Cagliari
Cristina Usai: «Siamo di fronte ad un segnale di allarme gravissimo che chiama in causa l’organizzazione e l’umanizzazione delle cure in uno dei presidi più importanti della Sardegna».

CAGLIARI | 8 gennaio 2026. Nei giorni scorsi nell’ospedale oncologico di Cagliari un uomo affetto da mielofibrosi ha deciso di non sottoporsi a una trasfusione per protestare contro le pesanti disfunzioni organizzative del reparto. «Rinunciare a una terapia salvavita non può e non deve essere l’unico strumento con cui un paziente riesce a farsi ascoltare», denuncia la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Cristina Usai, prima firmataria di un’interrogazione, sostenuta da tutto il Gruppo, indirizzata alla presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde. «Siamo di fronte ad un segnale di allarme gravissimo – prosegue Usai –, che chiama in causa l’organizzazione e l’umanizzazione delle cure in uno dei presidi più importanti della Sardegna. I pazienti oncologici non richiedono corsie preferenziali o privilegi straordinari, ma trasparenza e sicurezza. Il diritto a curarsi a volte sembra essere un optional per coloro che sono in una condizione di fragilità psicofisica».

Secondo quanto rilevato dalla Consigliera, «i pazienti immunodepressi sarebbero costretti a lunghe permanenze in sale d’attesa affollate e a rischio infezioni da agenti esterni, più volte sono state segnalate criticità nella gestione dei venosi centrali e comportamenti non consoni al contesto sanitario, ma ogni lamentela è stata inevasa. La pura disperazione – rimarca Usai – ha portato un paziente affetto da mielofibrosi a rinunciare a una trasfusione salvavita come gesto estremo di protesta, evidenziando una situazione di grave disagio e perdita totale di fiducia nel nostro sistema sanitario».

«Cos’altro deve richiamare l’attenzione dell’assessore Todde? La morte del paziente?», si domanda l’esponente di FdI, che con questa interrogazione chiede «chiarezza, verifiche immediate e correttivi urgenti, affinché nessuno sia più costretto a scegliere tra la propria salute o la propria dignità».

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