• 13 Giugno 2021
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La cagliaritana Silvia Atzori giudice di nuoto alle Olimpiadi di Tokyo

Silvia Atzori giudice di nuoto alle Olimpiadi di Tokyo

Silvia Atzori: «Faccio il giudice solo ed esclusivamente per passione».


CAGLIARI. In questi giorni, dal 17 al 23 maggio, gli Europei di nuoto di Budapest e fra qualche mese il top dei top, col volo a Tokyo per le Olimpiadi nelle quali, unica donna italiana a bordo vasca, sarà giudice-arbitro nelle gare di nuoto, sia in campo maschile che femminile. Lei è Silvia Atzori, cagliaritana di 50 anni, che rappresenterà l’Italia nel gruppo dei sette arbitri europei che opereranno nella capitale giapponese negli imminenti Giochi dal 24 luglio al 1° agosto p.v.

Silvia, DNA tipicamente orgoglioso e fiero dei sardi, che impazzisce per il porchetto in letto di mirto cucinato da Nennotto, per il flan di latte di Nonna Adri e si autodefinisce testarda – sorridente – disponibile, ha iniziato a dirigere gare molto presto, a 16 anni, raccogliendo l’eredità dei genitori entrambi giudici di nuoto, ma recependo, come tiene a sottolineare, soprattutto i consigli della mamma, anche se, curiosamente, non ha mai fatto nuoto a livello agonistico, dal momento che le sue discipline sportive preferite erano il rugby e la ginnastica artistica.

Dopo gli esordi a bordo vasca come addetto ai concorrenti e di giudice di virata, qualche volta giudice di stile e raramente segreteria, la graduale ascesa che l’ha portata ad arbitrare molte gare regionali e poi nazionali ed internazionali come gli Assoluti tricolori, gli Internazionali di Nuoto Sette Colli, prima di essere valutata, positivamente s’intende, dalla speciale Commissione ed andare ad arbitrare gare di tre campionati mondiali, sei europei, Olimpiadi giovanili ed Universiadi nel 2019.

Un bel biglietto da visita, non c’è dubbio, ed ora è arrivata la riconvocazione alle Olimpiadi, alle quali era stata convocata già nel 2019, prima che la pandemia bloccasse tutto, e la sua soddisfazione è più che ovvia perché, come sottolinea, ad arrivare a quei livelli non sono in molti e perché il lavoro del giudice arbitro di nuoto è tutt’altro che semplice, dal momento che ha il gravoso compito di coordinare un gruppo di trenta persone, esprimendo il giudizio definitivo in caso di controversie.

«Anche nel nuoto non mancano proteste per le nostre decisioni, soprattutto da parte dei genitori – dice Atzori- e spesso la contrarietà al nostro operato non si limita alle sole parole, tant’è che ad inizio carriera mi è toccato di dover sostituire tutte le gomme della mia macchina, squarciate come ritorsione per quanto da me stabilito, ed evidentemente ritenuto ingiusto. Il nostro non è uno sport ricco ed io, che svolgo la mia attività professionale nella Federazione Italiana Nuoto, faccio il giudice solo ed esclusivamente per passione. Infatti per Tokyo dovrò prendere le ferie e a fronte delle spese sostenute è previsto solo il rimborso spese ed un gettone di presenza».

«Mi sento comunque ripagata dalla partecipazione alle Olimpiadi – conclude –, che è un’esperienza unica che nella vita capita in sorte a pochi, e mi propongo di arbitrare anche in altre edizioni, visto che possiamo esercitare il nostro ruolo sino a 60 anni».

Fin qui Silvia Atzori, che dimostra di avere le idee molto chiare; il nostro augurio è che centri tutti gli obiettivi che si propone, la nostra certezza, invece, è che ci riuscirà in pieno. Ad meliora!!

Raimondo Meledina

Ceramiche Farina