• 29 Novembre 2021
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Centro commerciale di Pirri: 500 lavoratori a rischio

Centro commerciale di Pirri
Michele Ciusa (M5s): «La Regione tuteli i posti di lavoro».

«Un nuovo dramma occupazionale rischia di coinvolgere a breve 500 lavoratori sardi, impiegati nella Città Mercato di Pirri (Cagliari). Un centro commerciale che ospita il supermercato della Conad e decine di negozi, e che si appresta a chiudere per un tempo indefinito per lavori. Con la nuova legge Omnibus, il procedimento amministrativo che aveva portato allo stop degli interventi di riqualificazione del Centro possono oggi ripartire, pertanto potranno essere realizzati 57mila metri quadri aggiuntivi e una nuova zona parcheggio».

«Il timore di lavoratori e sindacati – spiega Ciusa (M5s) – assolutamente fondato, riguarda la mancanza di certezze in merito alle tempistiche con cui verranno realizzati gli interventi, ma soprattutto la mancanza di certezze in merito alle riassunzioni dei dipendenti che oggi si stanno lasciando a casa. In questo momento difficilissimo per la nostra economica, in cui la crisi economica legata alla pandemia ha messo a dura prova i conti di migliaia di famiglie sarde, credo che la Regione non possa permettersi il lusso di restare a guardare la comparsa dell’ennesima vertenza sarda».

Così il capogruppo del M5s Michele Ciusa interviene a sostegno dei lavoratori del Centro commerciale di Pirri per chiedere l’intervento immediato della Regione in veste di garante.

Michele Ciusa

«Oltre ad augurarci che i lavori abbiano tempistiche certe e definite, chiediamo l’intervento della Regione affinché tutte le realtà commerciali presenti in questo importante centro cittadino, grandi e piccole, si sentano e possano essere adeguatamente tutelate e rappresentate. Unico dato certo finora è che le attività commerciali della galleria stanno ricevendo le lettere di disdetta dei contratti di affitto e che i sindacati sono molto preoccupati. Non possiamo accettare che venga sottovalutata la portata di queste operazioni. Stiamo parlando di 500 lavoratori che devono essere tutelati oggi, prima che domani sia troppo tardi», conclude Michele Ciusa.