• 11 Agosto 2022
  •  

Covid, monitoraggio Gimbe: in Italia crescono contagi, ricoveri e morti

Covid 2
Nella settimana 1-7 dicembre si rileva un aumento dei nuovi casi che interessa tutte le regioni a eccezione di Molise e Valle d’Aosta. Crescono i ricoveri in area medica (+851), in terapia intensiva (+93) e i decessi (558), ma grazie ai richiami si riduce la percentuale dei positivi che richiede ospedalizzazione. Vaccinazioni: l’80,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma rimangono scoperti 2,5 milioni di over 50 ad elevato rischio di ospedalizzazione. Aumentano ancora i nuovi vaccinati (+31,7%) ed è boom di terze dosi (+52,6%). Le imminenti festività impongono la massima prudenza nei comportamenti individuali e richiedono di mantenere alto il ritmo delle vaccinazioni.

Nella settimana 1-7 dicembre 2021, rispetto alla precedente, il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva in Italia un aumento di nuovi casi di Covid (105.771 contro 86.412) e decessi (558 contro 498). Crescono anche i casi attualmente positivi (240.894 contro 194.270), le persone in isolamento domiciliare (234.040 contro 188.360), i ricoveri con sintomi (6.078 contro 5.227) e le terapie intensive (776 contro 683). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 558 (+12%), di cui 17 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +93 (+13,6%)
  • Ricoverati con sintomi: +851 (+16,3%)
  • Isolamento domiciliare: +45.680 (+24,3%)
  • Nuovi casi: 105.771 (+22,4%)
  • Casi attualmente positivi: +46.624 (+24%)
Nuovi casi Covid

«Da 7 settimane – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – continuano ad aumentare i nuovi casi con una media mobile a 7 giorni più che sestuplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 15.110 il 7 dicembre». Il netto aumento della circolazione virale è documentato dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 19,6%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 8%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,54%).

In tutte le Regioni tranne Molise e Valle D’Aosta si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dall’1,8% delle Marche al 50,3% dell’Umbria.

Morti Covid

Aumentano anche i decessi: 558 negli ultimi 7 giorni (di cui 17 riferiti a periodi precedenti), con una media di 80 al giorno rispetto ai 71 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si rileva un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID: rispetto alla settimana precedente +16,3% in area medica e +13,6% in terapia intensiva».

A livello nazionale, al 7 dicembre il tasso di occupazione è del 10% in area medica e del 9% in area critica, con notevoli differenze regionali: le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica risultano entrambe superate in Calabria (16% area medica e 11% area critica), Friuli-Venezia Giulia (24% area medica e 16% area critica) e Provincia Autonoma di Bolzano (20% area medica e 17% area critica). Inoltre, per l’area medica si colloca sopra soglia la Valle D’Aosta (20%), mentre per l’area critica superano la soglia Lazio (11%), Liguria (12%), Marche (12%), Provincia Autonoma di Trento (13%) e Veneto (12%).

Nonostante l’aumento della pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è progressivamente ridotta la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi. In particolare, per l’area medica la media mobile a 7 giorni è scesa dal 3,47% del 7 novembre al 2,50% del 6 dicembre e per le terapie intensive dallo 0,47% del 21 ottobre allo 0,33% del 6 dicembre.

«Rispetto allo scorso autunno – spiega Cartabellotta – la percentuale di pazienti che necessita di ricovero ospedaliero sul totale dei positivi si è dimezzata grazie alla protezione del ciclo vaccinale primario nei confronti delle forme severe di malattia. Inoltre, a fronte di un numero di tamponi pressoché costante, è verosimile che la riduzione della percentuale dei pazienti ospedalizzati nelle ultime settimane sia correlata al progressivo incremento delle terze dosi somministrate, che riportano l’efficacia a valori più elevati».

«Rallenta – puntualizza Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione GIMBE – l’incremento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni cresce da 56 ingressi/die della settimana precedente a 59».

Vaccini: forniture. All’8 dicembre (aggiornamento ore 06.32) risultano consegnate 105.174.747 dosi. «Le forniture degli ultimi 7 giorni – commenta Mosti – ammontano a 3,1 milioni di dosi, ma con l’attuale ritmo delle somministrazioni calano le scorte di vaccini a mRNA, che si attestano a quota 5,7 milioni». Sul fronte delle forniture, il Commissario all’emergenza ha annunciato inoltre l’imminente distribuzione di 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino a mRNA Pfizer per consentire alle Regioni e Province Autonome di avviare dal 16 dicembre la vaccinazione della fascia 5-11 anni .

Vaccini: somministrazioni. All’8 dicembre (aggiornamento ore 06.32) l’80,1% della popolazione (n. 47.477.646) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+251.527 rispetto alla settimana precedente) e il 77,3% (n. 45.830.582) ha completato il ciclo vaccinale (+147.509 rispetto alla settimana precedente). Nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 3.000.485) è aumentato del 46,8%, con una media mobile a 7 giorni di 461.452 somministrazioni/die: crescono del 52,6% le terze dosi (n. 2.644.894) e del 31,7% i nuovi vaccinati (n. 223.116).

Popolazione vaccinata

I target definiti dalla struttura commissariale per il periodo 1-7 dicembre sono stati superati in tutte le giornate, ad eccezione di domenica 5 dicembre; complessivamente sono state somministrate 480.162 dosi in più rispetto alle 2.750.000 previste.

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 29 novembre-5 dicembre il numero dei nuovi vaccinati è salito a 223.116 (+31,7%) rispetto ai 169.397 della settimana precedente. Sono tuttavia ancora 6,6 milioni le persone senza nemmeno una dose, di cui preoccupano da un lato 2,51 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,09 milioni nella fascia 12-19 anni che aumentano la circolazione del virus nelle scuole.

Non vaccinati

Vaccini: coperture. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 97,5% degli over 80 al 78,2% della fascia 12-19), così come accade sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto il 59,3%, nella fascia 70-79 il 30,5% e in quella 60-69 anni il 24,2%.

Vaccini: efficacia. La necessità della dose booster è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 5 mesi dal completamento del ciclo primario. In dettaglio:

  • l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 75,3% per i vaccinati entro 5 mesi al 43,9% per i vaccinati da più di 5 mesi;
  • l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 92,5% per i vaccinati entro 5 mesi all’84,8% per i vaccinati da più di 5 mesi.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 65,7-74,9%) e soprattutto di malattia grave (dell’82,9-93,5% per ricoveri ordinari; dell’89,1-100% per le terapie intensive) e decesso (del 77,8-97%).

Vaccini: terza dose. All’8 dicembre (aggiornamento ore 06.32) sono state somministrate 9.609.029 terze dosi con una media mobile a 7 giorni che ha superato le 400 mila somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 20.548.124) – aggiornata al 1 dicembre – il tasso di copertura vaccinale per le terze dosi è del 46,8% con nette differenze regionali, dal 33,2% della Valle D’Aosta al 57,4% della Toscana.

«Per il periodo delle imminenti festività natalizie – conclude Cartabellotta – se da un lato è impossibile fare previsioni affidabili, dall’altro esistono alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto, con il trend attuale di crescita dei nuovi casi – anche se l’impatto sugli ospedali è “ammortizzato” dai vaccini – nelle prossime 4 settimane diverse Regioni cambieranno colore. In secondo luogo, per contenere la circolazione del virus e, soprattutto, la pressione sugli ospedali, è cruciale convincere gli indecisi a vaccinarsi e accelerare con i richiami. Infine, le aumentate occasioni di contatti sociali durante le feste impongono massima cautela nei comportamenti individuali: utilizzare la mascherina negli ambienti chiusi, possibilmente FFP2 se affollati, rispettare il distanziamento sociale e ventilare frequentemente i locali, anche a casa in occasione di riunioni con parenti e amici».

Mauro Palazzi 1
Farina 1