• 29 Gennaio 2022
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GdF Tempio. Sventata truffa all’UE: 14 denunce e sequestri per oltre 240mila euro

L’intensificazione delle attività a contrasto delle indebite percezioni e delle frodi relative alle erogazioni pubbliche di origine nazionale ed europea ha consentito alle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Sassari di scoprire e sventare una truffa nell’ambito di un importante finanziamento erogato all’Italia dall’Unione Europea.

In particolare, i finanzieri della Tenenza di Tempio Pausania hanno accertato diverse condotte fraudolente, quali operazioni simulate, sovrafatturazione e utilizzo di atti falsi, perpetrate da un sodalizio criminale di 14 soggetti componenti un Consorzio. Gruppo nato con lo scopo di richiedere ed ottenere un finanziamento di circa 600mila euro per il “recupero e valorizzazione economico-produttivo delle sugherete”, con finalità selvi-colturali e infrastrutturali, quali la ripulitura localizzata, le potature di formazione, il taglio, il concentramento e il trasporto della legna nelle aree di Calangianus, Tempio Pausania, Monti e Montresta.

Le attività ispettive – svolte mediante l’acquisizione e la disamina di copiosa documentazione, la verifica dell’articolato iter amministrativo per l’ottenimento della contribuzione, il riscontro contabile dei giustificativi di spesa, l’acquisizione di documentazione bancaria e indagini patrimoniali e finanziarie – hanno permesso di accertare il modus operandi del Consorzio e pertanto di deferire alla locale Autorità Giudiziaria i suoi componenti per gravi reati in danno del bilancio dell’U.E., quali truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, appropriazione indebita e uso di atto falso.

Contestualmente è stata trasmessa apposita segnalazione di danno erariale alla competente Autorità Giudiziaria contabile e all’Ente erogatore della misura in argomento per le conseguenti azioni di recupero, nonché avviati – per i previsti profili sanzionatori – i relativi procedimenti amministrativi.

Per quanto accertato, è stato disposto il sequestro finalizzato alla confisca di oltre 240mila, provento delle illecite condotte sopramenzionate.

«È opportuno evidenziare che i predetti fatti – sottolineano i finanzieri –, sebbene lesivi di interessi finanziari del bilancio dell’UE, non sono stati segnalati al nuovissimo Ufficio del Procuratore Europeo con sede a Lussemburgo (ed operante nei 22 Paesi europei, tra cui l’Italia, che ad oggi, vi hanno aderito), EPPO – European Public Prosecutor’s Office, in quanto commessi in data anteriore a quella indicata nel relativo regolamento UE di istituzione del menzionato ufficio giudiziario».