• 20 Giugno 2026
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Il Sistema portuale della Sardegna guarda ai traffici speciali internazionali

Adsp del Mare di sardegna a rotterdam
Dalla fiera di Rotterdam segnali concreti per futuri investimenti sulla piattaforma logistica isolana.

CAGLIARI | 20 giugno 2026. Il Sistema portuale sardo compie un ulteriore salto di qualità, ampliando l’orizzonte verso nuovi mercati specialistici e traffici marittimi internazionali. Dal 16 al 18 giugno, l’AdSP del Mare di Sardegna ha partecipato, per la prima volta, alla Breakbulk Europe 2026 di Rotterdam, fiera di riferimento a livello mondiale per le merci fuori misura e i project cargo. Una presenza, quella all’interno dello spazio espositivo di Assoporti, mirata alla valorizzazione di un modello integrato porto-territorio e, in particolare, su una proficua sinergia e condivisione delle strategie promozionali con i Consorzi Industriali dell’isola e l’Assessorato regionale all’Industria. A rappresentare l’ente, il segretario generale, Alessandro Becce, e la responsabile marketing, Valeria Mangiarotti.

Nel corso della fiera si è avuta l’opportunità di incontrare diversi con operatori globali della logistica e stakeholder, tra cui i rappresentanti di DP World e Baggio Group – Multimodal Logistics. Ma anche con gruppi armatoriali che hanno manifestato particolare interesse a inserire la Sardegna all’interno di collegamenti commerciali strategici tra estremo Oriente e Africa, come hub logistico per la grande componentistica di impianti destinati a nuovi investimenti industriali nel vecchio continente.

La vetrina di Rotterdam ha consentito soprattutto di presentare i punti di forza del sistema portuale sardo e le opportunità di sviluppo legate ai distretti industriali dell’isola. In particolare, l’attenzione è stata rivolta al segmento del trasporto dei manufatti ad alta complessità ingegneristica, come le strutture offshore, che, proprio in Sardegna, nelle aree retroportuali di Arbatax e Cagliari, vedono uno dei centri di produzione più qualificati a livello internazionale. Un comparto che rappresenta, quindi, un’importante opportunità per il Sistema portuale sardo, sia in termini economici sia occupazionali, e che richiede competenze altamente specializzate, infrastrutture adeguate e una gestione logistica avanzata.

Il modello proposto in fiera è, quindi, quello di una rete di poli specializzati distribuiti sul territorio regionale: Cagliari per capacità di stoccaggio e intermodalità; Oristano per i fondali profondi e ampi spazi banchinali; Portovesme per la presenza di un comparto industriale in evoluzione; Porto Torres per future aree utili all’insediamento produttivo e una già programmata piastra logistica; Olbia per l’internazionalizzazione della fiorente cantieristica della nautica da diporto; Arbatax come polo specializzato nella produzione di jacket per i mercati internazionali.

Offerta sostenuta dalla posizione geografica strategica lungo le principali rotte marittime del Mediterraneo e dalla disponibilità immediata di aree operative e industriali. Non ultima, dalla possibilità di integrazione intelligente degli strumenti di agevolazione, fiscale e non (Zes, Zona Franca Doganale, Contratti di investimento e di sviluppo). Asset strategici, questi, che rappresentano un enorme vantaggio in un momento in cui la catena logistica si sta riorganizzando, con l’obiettivo di riavvicinare alcune produzioni ai mercati europei di consumo. Ma anche per la preparazione del Sistema portuale sardo in vista delle opportunità che deriveranno dall’entrata a regime del corridoio IMEC.

«La partecipazione alla fiera Breakbulk Europe rappresenta un importante momento di consolidamento del percorso di internazionalizzazione intrapreso dal Sistema portuale sardo, sostenuto da una più ampia strategia condivisa con i Consorzi industriali della Sardegna e con l’Assessorato regionale all’Industria – spiega Domenico Bagalà, presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. È proprio grazie a questa collaborazione istituzionale e operativa, che è possibile presentare l’Isola come un sistema integrato porto-territorio, in grado di offrire soluzioni logistiche e industriali coordinate e valorizzare le specificità dei singoli scali e delle aree retroportuali in un’ottica di complementarità. Punti di forza che, uniti alla disponibilità di strumenti chiari e trasparenti di agevolazione, di incentivazione e sviluppo, si rivelano determinanti per attrarre operatori e investitori internazionali e sostenere una crescita economica duratura e qualificata».

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