• 22 Gennaio 2021
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Logudorolive

L’albergo delle donne tristi di Marcela Serrano

In fin dei conti, Elena, che cos’è l’Albergo? Una terapia, una casa di riposo, un hotel per svagarsi, un agriturismo salutista? Come lo definiresti?”“L’Albergo lo fai tu, è quello che desideri che sia”.

Chi non ha mai avuto il cuore spezzato alzi la mano!  Una storia finita male, la disillusione di un amore per troppo tempo idealizzato, un tradimento, una relazione soffocante; sono cicatrici che una donna è capace di portare sul proprio corpo per tutta la vita, ma spesso richiedono tempo, pazienza, cure.  Nel sud del Cile, nell’Arcipelago di Chiloè, c’è un luogo in cui le donne possono ritrovare la serenità e riappropriarsi della loro vita in seguito a una sofferenza, a una dipendenza o allo smarrimento sociale. È l’albergo delle donne tristi, gestito da Elena, una psichiatra, ma prima di tutto un’amica delle donne. Elena è dolce, è ottimista e ha un grande cuore.  Nel corso del romanzo conosciamo la storia di Costanza, Tona, Angelita e Floreana, donne segnate da un grande dolore, ma, nonostante ciò, e a dispetto dell’aggettivo contenuto nel titolo, sono donne forti, energiche, donne che non si piangono addosso.  La forza delle donne, capaci tutte insieme di ritrovare il coraggio, la speranza e la fiducia nell’amore.  Un libro che cattura, completamente, anima e cuore.  Così delicatamente intenso, così profondamente femminile, qualsiasi donna riuscirebbe ad immedesimarsi nei racconti delle protagoniste, storie di vita vissuta, storie di donne cadute, con le ossa rotte, ma determinate a risollevarsi, recuperare il sorriso e far rifiorire il proprio cuore.

Durante tutta la lettura si avverte un’incontrollabile voglia di visitare l’Albergo, alloggiare lì per un po’, per il tempo necessario a placare i propri tormenti. 

Un libro capace di inebriarci con il profumo delle tisane, stordirci con l’odore acre del fumo di sigaretta, capace di farci sentire addosso l’aria salmastra delle scogliere del Cile, di farci toccare la morbidezza della biancheria cucita a mano.  Capace di stravolgerci con un tango sensuale cantato fino a sentire le lacrime che rigano il volto. 

“Rara, como encendida, te vi bebiendo  linda y fatal.  Bebìas,  y en el fragor del Champàn  loca reìas por no llorar”. 

Consigliato a tutti, alle donne sensibili ed empatiche, ma anche agli uomini che desiderano conoscere meglio l’immenso universo femminile, misterioso e incredibilmente affascinante. 

Lo stile. La Serrano ha uno stile di scrittura assolutamente sensuale e coinvolgente, nonostante il ritmo lento.  Tratto tipico degli scrittori sudamericani, spesso si impiega un po’ ad entrare in sintonia con il loro stile narrativo, ma, superata la fase iniziale, si riesce ad apprezzarne l’incredibile capacità di arrivare dritti al cuore.  Marcela Serrano è un’artista in questo senso, con un’accurata scelta lessicale prende il lettore per mano guidandolo lungo i percorsi più impervi del proprio cuore. 

L’autrice. Nata a Santiago del Cile nel 1951, Marcela Serrano è una delle voci più importanti della narrativa sudamericana. Nel 1973 si trasferisce a Roma a causa del golpe e torna in Cile nel 1977, dove si diploma in incisione e lavora in diversi ambiti delle arti visive. Presto, però, decide di lasciare questo lavoro e si dedica alla scrittura.

A cura di Mariana Scodino