• 19 Maggio 2024
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Marchio Igp per la seada, terzo prodotto sardo a ottenere il bollino gialloblù

Seada marchio Igp
Importantissimo riconoscimento per il dolce sardo.

La notizia per noi sardi è già fonte di orgoglio da diversi giorni: il nome «Sebadas/Seadas/Sabadas/Seattas/Savadas/Sevadas di Sardegna» è nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. Questo prevede l’articolo 1 del Regolamento di esecuzione della Commissione Europea. Dieci imprese artigiane del settore della pasta fresca si sono organizzate per costituire un Comitato ed intraprendere l’iter per inserire il dolce tipico sardo nell’elenco dei prodotti a marchio Igp (Indicazione geografica protetta). Passaggio indispensabile per difendere la qualità del prodotto e combattere la contraffazione. Oggi il mondo globalizzato ci offre opportunità inimmaginabili ma anche la necessità di proteggere prodotti locali che altrimenti rischierebbero di perdere la propria caratteristica non solo culinaria ma anche identitaria. Già l’agnello sardo e i culurgionis d’Ogliastra si erano fregiati di questo importante bollino giallo-blu; ora anche la seada che oltre ad essere il terzo prodotto in Sardegna ad ottenere il riconoscimento, è il terzo prodotto di pasta alimentare ripiena in Italia.

Seadas fresche

Il disciplinare è rigido e prevede solo varianti relative alla tipologia del formaggio che si utilizza, agli aromi, alle dimensioni e al peso. Un tempo preparata per le festività del Natale e della Pasqua la seada oggi è diventata la regina indiscussa del fine pasto di pranzi familiari e soprattutto turistici. Il dolce è di forma tondeggiante spesso con una rifinitura ondulata a mo’ di ricamo ed è costituito da due sfoglie di pasta fresca ottenute, a seconda del luogo di provenienza, dalla lavorazione della semola di grano duro anche rimacinata oppure della farina di grano tenero lavorata con lo strutto. Il colore va dal bianco avorio al giallo paglierino per diventare poi ambrato per l’aggiunta del miele, prevalentemente di corbezzolo, con il quale viene inondato il disco di pasta a seguito della frittura. Il gusto del ripieno è acidulo, più o meno intenso a seconda della miscela di formaggi (ovino, vaccino, caprino) e aromatizzato agli agrumi (limone o arancia). Il tipico contrasto tra il dolce e il salato proietta oggi la seada nel panorama gastronomico mondiale con maggiori garanzie di tutela.

Piera Anna Mutzu

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