• 18 Settembre 2021
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Monti, presentato con successo il libro postumo di Agostino Isoni

MONTI. «Un padre lascia sempre qualcosa ai figli. E per questi arriva sempre, prima o poi, il momento in cui hanno voglia di restituire ciò che solo molto dopo, molto avanti, talvolta troppo tardi, hanno capito di aver ricevuto».

Spesso si tratta di un’eredità non materiale, ma spirituale, culturale, linguistica e tradizionale, rimaste latenti che, ad un certo punto, hanno bisogno di esplodere! Il preambolo, per dire che la cosa si è estrinsecata, meravigliosamente, la scorsa sera a Monti, nel corso della presentazione del libro “Literas e Cantones” a cura di Giuseppe Isoni, per gli amici Peppino, che dopo anni di minuziose ricerche ha recuperato centinaia di fogli sparsi, scritti in rima ed in limba del padre Agostino Isoni Grece, grande poeta, purtroppo sconosciuto alle giovani generazioni montine. Il tutto poi è stato assemblato elegantemente in un testo, la cui grafica e impaginazione è stata curata dalla bravissima Liliana Pinducciu.

Agostino Isoni

Si può ben dire che, si è trattato di una delle più interessanti, partecipate e riuscite manifestazioni letterarie organizzate in paese. A concorrere il luogo, azzeccato, l’anfiteatro comunale, l’organizzazione, la serata non troppo calda, anzi mentre il sole si nascondeva dietro i monti del Limbara e, una leggerissima brezza scendeva dalle colline circostanti il paese, ricoperte di un fittissimo bosco, ammantate dalla macchia mediterranea, contrappuntate da speroni granitici, la scenografia assumeva suggestivi contorni.

Agostino Isoni

Merito di Giuseppe Isoni che, con grande sorpresa, ha scritto, diretto e interpretato un canovaccio da vero protagonista: affabulatore, memoria da Pico della Mirandola, fra monologhi e duetti, ricordi e aneddoti sulla vita del padre, intervallati dal suono dei tradizioni organetti diatonici di quattro bravi ragazzi (due maschietti e due femminucce) diretti dal maestro Giovanni Corda, che frequentano la scuola dell’associazione culturale “Sos Misureris”, promotrice della serata, ha incollato ai gradoni dell’anfiteatro, per un paio d’ore, gli oltre duecento intervenuti all’evento.

Agostino Isoni

La presentazione del libro è così scivolata sui binari della valorizzazione della lingua sarda in tutte le sue accezioni facendo primeggiare, comunque, la figura di Agostino Isoni, la sua statura poetica, morale, religiosa, critica, satirica e le sue innate e indubbie capacità.

A Giuseppe, che gli chiedeva come facesse a rispondere sempre in rima con tanta prontezza, rispondeva: “Non l’isco mancu eo – mi benit!”. Le motivazioni della manifestazione sono state esposte dal presidente dell’associazione culturale “Sos Misureris” Mario Fiori. Il sindaco Emanuele Mutzu ha portato il saluto dell’Amministrazione, mentre Giuseppe Mattioli ha ricordato la reciproca stima fra il padre Silvio, letterato, scrittore, poeta e zio Agostino Isoni, sottolineando come spesso “Nemo propheta acceptus est in patria sua” e focalizzando l’aspetto dell’amore filiale di Giuseppe verso zio Agostino, orgoglio di Monti.

L’ex senatore Gian Piero Scanu ha invece ricordato l’apprezzamento e l’amicizia che lo legava ad Agostino, durata sino alla sua scomparsa. La partecipazione, di entrambi, alla costituzione del primo comitato di quartiere di Olbia, la Sacra Famiglia, con aneddoti e curiosità.

Poi la parola al figlio Giuseppe che, fra narrazione della vita di zio Agostino, che spesso ha riservato amarezze e dolore, ma anche gioie, trovando conforto nella composizione della rima, e una poesia declamata, da un’altra grande poetessa, Vanna Sanciu, fresca di un riconoscimento ad un concorso di poesie internazionale, ha praticamente illustrato il percorso familiare e poetico del padre.

Infine, sorpresa finale un duetto tratto da una poesia, declamata in gallurese, da un altro grande poeta olbiese, Andrea Columbanu e in limba dallo stesso Giuseppe Isoni. Mentre sull’anfiteatro scendeva la notte, illuminata dai riflettori e in cielo brillavano le stelle, la serata, davvero indimenticabile, si è conclusa con un rinfresco offerto dai Misureris.

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