• 18 Gennaio 2022
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Muffa e infiltrazioni, degrado e incuria nella caserma dei Vigili del Fuoco di Ozieri

Caserma Vigili del Fuoco Ozieri
Il personale costretto a lavorare in condizioni di insufficiente sicurezza e in condizioni igienico-sanitarie precarie.

 

OZIERI. L’Italia è senz’altro il paese dei paradossi. Per cui non c’è da meravigliarsi se i Vigili del Fuoco del distaccamento di Ozieri, gli stessi che intervengono per domare gli incendi, per soccorrere i feriti degli incidenti, nelle alluvioni, per salvare le persone in pericolo di vita o solo per verificare la staticità degli edifici, operino in una caserma fatiscente, con insufficienti standard di sicurezza e in condizioni igienico-sanitarie precarie. Per rendersene conto basta passarci accanto. Infatti, lo stabile di Donnighedda sembra ormai più una struttura in decadimento che un complesso funzionale alle esigenze di un moderno Corpo dello Stato, che basa il suo lavoro anche per dare e trasmettere sicurezza alla popolazione.

Muffe, ampie infiltrazioni d’acqua nei bagni, nelle camerate, serrande che non si chiudono e presenza di ratti, sono solo alcune delle criticità denunciate a più riprese dal personale e che da anni aspettano di essere risolte definitivamente. L’ultima richiesta d’intervento, lo scorso mese di luglio, quando i sindacati con una lettera avevano denunciato la situazione al comandante Provinciale di Sassari, rimarcando l’urgenza di garantire la salute e la sicurezza ai 28 vigili che lavorano nel distaccamento.

Ozieri, caserma Vigili del Fuoco

Gli ultimi lavori rilevanti sono stati eseguiti tra il 1998 e il 2000 con la sopraelevazione, da allora solo modesti e piccoli interventi di manutenzione. Gli ultimi in ordine di tempo nel 2020 con il rifacimento di alcuni parapetti pericolanti, rattoppi nella copertura e qualche sistemazione all’impianto di illuminazione. A distanza di 33 anni, da quando è diventata sede fissa del distaccamento, l’ormai degradata caserma di Donnighedda ha necessità, dunque, di un urgente progetto di riqualificazione generale e di interventi strutturali importanti.

Per eliminare il problema alla radice serve, pertanto, l’immediato intervento del Comune di Ozieri, in quanto proprietario della struttura e beneficiario di un affitto di circa 6mila euro al mese. Ma non solo. Occorre allo stesso tempo un più incisivo interessamento da parte del comando provinciale di Sassari, in modo tale da far valere gli interessi del distaccamento e risolvere una volta per tutte una vicenda che oggi, definire paradossale, pare quanto mai riduttivo.

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