• 2 Luglio 2022
  •  

Oristano, rapina banca Donigala Fenughedu: secondo arresto della Polizia

Polizia Oristano 1
Rinvenuta nell’abitazione di un 32enne di Orgosolo parte della refurtiva: era occultata nel doppiofondo creato ad arte all’interno della culla del figlio neonato. La rapina eseguita nel pomeriggio del 16 febbraio 2021 aveva fruttato un bottino di circa 18mila euro.

La Polizia di Stato di Oristano, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di un pluripregiudicato 32enne, residente a Orgosolo (Nu), in quanto sarebbe riconosciuto responsabile, in concorso con un’altra persona già fermata (L.L. 30enne di Ollolai), della rapina perpetrata ad Oristano, nella frazione Donigala Fenughedu, ai danni dell’Istituto di Credito Cooperativo di Arborea.

Il “colpo” era stato eseguito nelle prime ore del pomeriggio del 16 febbraio 2021 e aveva fruttato un bottino di circa 18mila euro. In base alla ricostruzione degli investigatori, il rapinatore, con viso coperto da mascherina e cappellino, era entrato all’interno dell’istituto bancario armato di pistola e aveva minacciato di morte i due bancari e l’unica cliente presente all’interno della banca, per poi dileguarsi velocemente dopo aver fatto man bassa dei contanti contenuti all’interno delle casse.

Sin dal primo momento erano partite le ricerche con la predisposizione di numerosi posti di controllo sparsi in tutta la provincia che in breve tempo, grazie alle prime attività di indagine, avevano consentito di identificare e arrestare l’autore materiale della rapina.

Durante la successiva attività di indagine sono stati sentiti numerosi testimoni e acquisite decine di ore di immagini registrate da diversi impianti di videosorveglianza sia pubblici che privati. Dall’analisi dei dati raccolti si è potuto così riscontrare che il rapinatore, dopo essersi dileguato a piedi e aver percorso celermente alcune centinaia di metri, era salito a bordo di una autovettura parcheggiata in una via parallela a quella della banca, a bordo della quale lo attendeva il presunto complice.

Le immagini registrate, unitamente all’analisi del traffico telefonico e l’attività tecnica eseguita successivamente al reato, hanno poi consentito l’individuazione e l’identificazione, oltre che dell’esecutore materiale della rapina, anche del 32enne orgolese. Nell’abitazione del quale, a seguito di perquisizione, è stata recuperata anche parte della refurtiva che lo stesso aveva occultato nel doppiofondo creato ad arte all’interno della culla del figlio neonato.

L’arrestato è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che nei prossimi giorni effettuerà nei suoi confronti l’interrogatorio di garanzia.

Ottica Muscas