• 11 Agosto 2022
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Ozieri, domani il regista Salvatore Mereu presenta il film “Assandira”

Assandira Gavino Ledda

OZIERI. Domani, lunedì 20 dicembre (ore 20.30), al Cineteatro Oriana Fallaci di Ozieri, il regista di Dorgali Salvatore Mereu presenta il suo ultimo film “Assandira“. Tratto dal romanzo di Giulio Angioni, la pellicola affronta il tema dei compromessi ai quali i sardi sono spesso costretti a sottostare per riuscire a “vendersi” meglio ai turisti stranieri. Nella trama si snodano le vicende dell’agriturismo “Assandira”, nel quale un anziano pastore interpretato da Gavino Ledda si presta a recitare la caricatura del tipico sardo, costruita attraverso stereotipi, solo per dare una mano al figlio nel seguire l’attività.

«Non vorrei che “Assandira” – ha detto Mereu lo scorso anno durante la presentazione del film alla Mostra del Cinema di Venezia – venisse considerato come un film solamente sardo, in quanto è pensato per qualsiasi luogo anche se il microcosmo è quello della terra in cui sono cresciuto». «Quello che più mi interessava raccontare è il rapporto padre-figlio, perchè è il confronto tra due mondi lontani, che non si parlano».

Salvatore Mereu

Salvatore Mereu parla anche di Gavino Ledda, conosciuto da tutti per il capolavoro letterario ‘Padre padrone’, libro autobiografico che racconta come da piccolo sia stato allontanato dalla scuola per fare il pastore. All’inizio – ha raccontato Mereu – era un po’ titubante a partecipare alle riprese del film, perché non voleva abbandonare e rinunciare al quel mondo che si è costruito nel tempo, in cui lui vive benissimo e dove coltiva i suoi interessi. «Penso che lo abbia convinto il mio grande desiderio di raccontare questa storia».

La trama. Mereu porta lo spettatore in una Sardegna rurale e arcaica dove un giovane (Marco Zucca), con il sogno di diventare ricco, decide di aprire un agriturismo. Non si tratta di un imprenditore venuto da lontano, ma di un ragazzo che in quella terra è nato e che, dopo aver lavorato in Germania, a quella terra ha deciso di fare ritorno insieme alla moglie tedesca Grete (Anna Konig).

Un giovane “figlio del latte di pecora”, come dichiarerà lui stesso davanti ai turisti in una scena in un cui “si traveste da pastore” per deliziarli, lui che pastore lo è stato ed è figlio di un uomo che ancora lo è. Quest’ultimo, Costantino (interpretato da Gavino Ledda), aggrappato a un passato che per lui è ancora presente, è l’emblema di quella tradizione, di un lavoro duro, ma onesto che “nessuno vuole fare e che non è un gioco da essere mostrato”.

Ma suo figlio Mario insiste, spinto dalla moglie, e così la loro famiglia e il mondo che li circonda diventano un circo e Costantino un fenomeno da baraccone per ricchi e grassi stranieri, che non riescono a comprendere dove finisca la finzione e inizi la realtà, neanche quando si trovano davanti alle fiamme che distruggeranno l’agriturismo Assandira e causeranno la morte di Mario. Un dramma con cui la pellicola si apre, dietro al quale c’è un mistero da ricostruire, che verrà lentamente svelato attraverso l’interrogatorio di un giudice (Corrado Giannetti) a Costantino, sopravvissuto alle fiamme (fonte Agenzia DIRE).

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