• 22 Settembre 2026
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Ozieri. I fedales del 1946 festeggiano gli 80 anni di vita

Panorama Ozieri cattedrale
Grande reunion venerdì 2 ottobre per i coetanei del primo anno del dopoguerra. In programma la messa in cattedrale, la visita al cimitero per deporre i fiori ai defunti e il pranzo in un locale della città.

OZIERI | 22 settembre 2026. I nati del 1946 si sono dati appuntamento per il 2 ottobre per festeggiare insieme il bellissimo traguardo degli 80 anni di vita. Il programma prevede alle 10:30 l’incontro dei fedales davanti all’ingresso della Cattedrale, dalla parte della Casa del Fanciullo. Alle 11 il parroco, don Antonello Satta, celebrerà la Santa Messa. Al termine, le immancabili foto ricordo e la doverosa visita al Cimitero comunale per depositare un fiore in memoria dei coetanei defunti.

Subito dopo, il gruppo si trasferirà al ristorante Gli Oleandri, dove, dopo gli aperitivi di prammatica, si potranno gustare le raffinatezze del pranzo preparato dagli chef della casa, e poi… sarà allegria, balli e festa grande fino a tarda notte.

Va detto che la classe del 1946, nella storia di Ozieri, è stata una delle più numerose. In quell’anno nacquero infatti 320 bambini, un numero particolarmente significativo che, messo a confronto con gli appena 20 nati sinora nell’anno corrente, la dice lunga sullo spopolamento che sta caratterizzando sempre più la nostra città e più in generale, il territorio, con le conseguenze sociali ed economiche che ne derivano.

Molte sono le vicissitudini e le fasi storiche attraversate dai fedales del primo anno del dopoguerra. Nati nell’epoca della civiltà contadina, hanno conosciuto le difficoltà del primo periodo post-bellico, segnato anche dall’emigrazione di intere famiglie. Hanno poi vissuto il periodo del Piano di Rinascita, con il passaggio alla rivoluzione industriale che tentò di porre rimedio alla prima fase di spopolamento della Sardegna, fino ad arrivare alla rivoluzione elettronica e, infine, ai giorni nostri.

I nati nel ’46 hanno attraversato il periodo del boom economico, l’esplosione della scuola di massa e la crescita esponenziale della sanità per tutti, oggi purtroppo messa in discussione da numerosi fattori. Hanno inoltre vissuto, anche fattivamente, l’espansione di Ozieri oltre il centro storico, con la nascita dei nuovi insediamenti di Sa Pastia, Sas Olias, San Leonardo e San Nicola.

Il 1946 ha dato un importante contributo anche al mondo del lavoro, generando una classe lavorativa da tutti riconosciuta per le capacità espresse nella piccola e media imprenditoria, nell’artigianato e nelle professioni intellettuali. Una classe che ha fornito alla città e al territorio, senza distinzione di classe, stimati avvocati, notai, infermieri, medici e docenti, contribuendo attraverso queste figure alla vita sociale e politica non solo cittadina, ma anche regionale e provinciale.

Il ’46 ha dato due sindaci alla città, Leonardo Ladu e Vanni Fadda, oltre ad alcuni assessori e allo storico segretario del Premio di Letteratura Sarda, Antonio Canalis.

Insomma, una classe che, a buon diritto, può vantarsi di aver contribuito alla crescita culturale, sociale ed economica di Ozieri e del territorio. E che, proprio per questo, può legittimamente concedersi una bella giornata di festa, nella quale gli amarcord si sprecheranno, magari accompagnati da qualche inevitabile momento di tristezza per l’assenza di alcuni fedales, ma guardando al futuro con fiducia, nella certezza che, ancora, il 1946 può fornire alla nostra comunità importanti contributi in diversi settori.

Dalle nostre pagine, a tutti gli ottantenni, l’immancabile augurio di a chent’annos e pius cun saludu!

Chi lo desiderasse può chiamare per informazioni e chiarimenti ai numeri: 334 138 8585 (Nino Marceddu); 3470423220 (Franco Solinas); 338 5928482 (Giampaolo Nuvoli); 337 1006582 (Carmela Cannas).

Raimondo Meledina

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