• 28 Maggio 2022
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La Polizia di Stato di Oristano ricorda Giovanni Palatucci: salvò migliaia di ebrei dal genocidio nazista

Abbasanta Cerimonia commemorativa Giovanni PALATUCCI
Morì all’età di 36 anni nel campo di concentramento di Dachau

Nella giornata odierna, in occasione del 77° anniversario dalla morte, nei comuni di Oristano e Abbasanta, si è tenuta una cerimonia commemorativa di Giovanni Palatucci, già Questore di Fiume, deceduto all’età di 36 anni nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio 1945.

Per l’occasione è stata deposta una composizione floreale in corrispondenza della targa presso l’omonima piazza capoluogo, ed un’altra nei giardini pubblici “Antonio Gramsci” nel comune di Abbasanta (OR) in ricordo delle gesta dell’ex Questore, “Servo di Dio” per la Chiesa e “Giusto tra le nazioni” per Israele, per aver salvato migliaia di ebrei dal genocidio nazista.

Le cerimonie commemorative si sono tenute in presenza del Questore, del Prefetto, dei Sindaci di Oristano ed Abbasanta, del Capellano della Polizia di Stato, del Gonfalone del Comune di Abbasanta, oltre ad una rappresentanza in divisa ordinaria, nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Oristano Cerimonia commemorativa Giovanni PALATUCCI

Giovanni Palatucci, nato a Montella nel 1909, lavorò come responsabile dell’Ufficio stranieri dal 1937, anno del suo arrivo a Fiume. Durante la sua permanenza a Fiume come funzionario di pubblica sicurezza si adoperò per salvare un gran numero di ebrei dalle persecuzioni razziali, alcuni inviandoli in un centro di internamento a Campagna, in provincia di Salerno, dove uno zio vescovo, Giuseppe Maria Palatucci, li avrebbe poi assistiti.

A Palatucci è anche attribuita la distruzione di moltissimi fascicoli di cittadini di religione ebraica e la fornitura di documenti falsi, al fine di sottrarli alla deportazione.

Dopo l’8 settembre del 1943 rimase da solo in Questura a Fiume e, un anno dopo, fu arrestato dalla Gestapo, processato e condannato a morte. La pena, tuttavia, fu commutata in prigionia a vita. Successivamente fu rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, dove morì.

Al termine della cerimonia il Cappellano della Questura, don Fabio Marras, ha benedetto le targhe del “Servo di Dio”, per la quale la Chiesa ha anche avviato il percorso di beatificazione.

Foto di copertina: la cerimonia commemorativa ad Abbasanta

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