Porto San Paolo, Villa Joy venduta a oltre 10 milioni di euro

La lussuosa residenza di Peppino Leone ceduta alla società Tavolara Bay.
PORTO SAN PAOLO | 25 marzo 2026. Porto San Paolo torna al centro delle operazioni immobiliari di alto profilo in Sardegna con la cessione di Villa Joy, storica residenza affacciata sull’isola di Tavolara, protagonista di una trattativa complessa e di grande valore economico e simbolico. L’operazione, che si è conclusa pochi mesi fa dopo quasi un anno di negoziazioni, ha superato i 10 milioni di euro e segna un nuovo capitolo per uno degli immobili più iconici della costa gallurese.
L’acquirente è la società Tavolara Bay, che fa capo alla holding immobiliare brasiliana Jhsf Capital, con sede a San Paolo, guidata dall’immobiliarista José Auriemo Neto. All’interno della compagine societaria risultano coinvolti anche Alberto Biancu ed Ezio Simonelli, attuale presidente della Lega Serie A, a testimonianza del rilievo dell’operazione anche dal punto di vista finanziario e relazionale.

Fatta costruire alla fine degli anni Sessanta, Villa Joy è entrata nei primi anni Settanta nella disponibilità dell’imprenditore Peppino Leone, figura di rilievo nel panorama imprenditoriale italiano e internazionale. Leone ha detenuto la proprietà per oltre cinquant’anni, trasformandola in un luogo simbolo non solo per la sua posizione privilegiata di fronte a Tavolara, ma anche per il valore affettivo che rappresentava. Il nome della villa è infatti un omaggio al figlio Joy, a cui Leone era profondamente legato. Un legame familiare forte, che ha accompagnato tutta la vita dell’imprenditore, scomparso pochi mesi dopo il closing dell’operazione.
«Negli ultimi anni la proprietà era stata messa sul mercato e Peppino Leone si era affidato a noi per gestire la vendita – spiega Lino Mura, titolare dell’agenzia immobiliare Brilas –. È stato così costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto, tra gli altri, l’avvocato Gian Comita Ragnedda, l’architetto Pierfranco Loi e il geometra Massimo Ventroni. Il gruppo ha seguito l’intero iter della trattativa, affrontando anche alcune questioni giudiziarie legate alla villa, tra cui un procedimento per irregolarità urbanistiche e un altro connesso a un evento internazionale ospitato nella proprietà. Entrambi i contenziosi sono stati risolti positivamente».

La villa non è stata mai oggetto di locazione, fatta eccezione per l’evento del matrimonio di un principe arabo. La particolarità è che la piscina di acqua salata è stata costruita negli anni ‘60 su scogli naturali. Era stato Peppino Leone a portare la corrente elettrica dalla strada provinciale fino alla sua proprietà. Dalla tenuta si accede direttamente a due delle più belle spiagge di Porto San Paolo, che si affacciano direttamente su Tavolara. Sul mercato per almeno 10 anni, quando aveva attirato le attenzioni delle principali agenzie immobiliari italiane, ha rappresentato un riferimento per tutta la comunità di Porto San Paolo. Davanti alla villa hanno ormeggiato negli anni gli yacht di Steven Spielberg, Bill Gates e dei grandi magnati che da Porto Cervo si spostavano per ormeggiare davanti a Tavolara. Peppino Leone si era voluto affidare alla Brilas, che ha costituito un gruppo di lavoro con cui si è arrivati al closing con il gruppo brasiliano.
La vendita di Villa Joy si inserisce in una lunga tradizione di compravendite di immobili di pregio in Gallura e Sardegna, un mercato che da decenni attira investitori internazionali grazie al valore paesaggistico e alla reputazione esclusiva del territorio. In questo contesto, la Gallura continua a rappresentare uno dei poli più dinamici, capace di coniugare storia, identità e nuove prospettive di sviluppo.
«Oltre agli aspetti economici, resta il valore umano e simbolico della villa, legato ai ricordi di Peppino Leone e di chi l’ha vissuta – conclude Lino Mura –. Tra questi, le serate trascorse al tramonto davanti a Tavolara, tra racconti e aneddoti di una vita intensa, restano una testimonianza viva della personalità di Peppino Leone e del suo legame profondo con questo angolo di Sardegna».
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