• 21 Giugno 2021
  •  

Quando si crede che il parcheggio davanti casa sia pertinenza privata

Denunciata per violenza privata una 79enne di Villacidro che cercava in tutti i modi di far desistere un giovane da parcheggiare la propria auto vicino alla sua abitazione.


Quando si crede che il parcheggio davanti casa sia pertinenza privata. Per una sorta di vis espansiva del diritto di proprietà immobiliare è usanza consolidata nei paesi (ma non soltanto in questi) considerare il pezzo di strada che fronteggia l’ingresso della propria abitazione come pertinenza privata.

Mai sia, però, che qualcuno si permetta di parcheggiare in prossimità del proprio portoncino d’ingresso, nell’area usucapita nella comune considerazione dei vicini. Dove magari già il nonno del proprio nonno usava parcheggiare qualcosa su quella superficie. Infatti, per una tacita questione di rispetto invalsa in quel microcosmo, tutti devono sapere quali spazi sono consentiti e quali no.

Poi succede che qualcuno venga da fuori e si “allarghi”. E non rispetti ataviche usanze o non ne riconosca il valore e parcheggi dove gli capita, stravolgendo usi e costumi di quel piccolo mondo antico.

Così a Villacidro, si dice il peccato ma non si dice il peccatore, un 19enne si ritrova ad essere perseguitato da una vicina 79enne che gli vorrebbe impedire di parcheggiare l’auto entro certi confini da lei stabiliti. Per farlo usa sistemi molto molesti, dalle sedie ai secchi d’acqua posti a delimitare immaginari confini, ai sassi collocati sotto le gomme posteriori del “mezzo nemico”, invasivo dei sacri spazi, ai bigliettini minatori, agli improperi proclamati a gran voce contro quel giovane “maleducato”, nemico di tradizioni avite e magari persecutore di anziani.

La vettura comunque non è mai stata danneggiata. Fatto sta che il giovanotto non si è dato per vinto e utilizzando moderne tecnologie, inesistenti al tempo del sorgere delle proclamate tradizioni cui si rifà l’anziana avversaria, ha registrato le performances della 79enne in audio e in video e ha portato il tutto ai Carabinieri per corroborare diverse proprie querele.

Ora la donna si trova ad essere denunciata per violenza privata. Ed il reato continuato ci sta tutto. Si tratterà di vedere piuttosto se per qualche normativa il tutto possa ridursi a un esercizio arbitrario delle proprie ragioni e se effettivamente sussista un diritto della signora ad escludere gli altri da quello spazio. Ma è molto improbabile che questa norma possa esistere.

Ottica Muscas