• 22 Maggio 2022
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Quirinale, Adinolfi (Popolo della Famiglia): «Draghi divisivo»

Draghi e Adinolfi
«Non salga al Colle chi ha spaccato in due il Paese con norme da apartheid».

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, boccia la candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Repubblica: «Non può essere simbolo dell’unità nazionale chi con l’ultimo Dpcm ha spaccato in due il Paese, varando norme che per il loro potenziale discriminatorio hanno preoccupato addirittura Amnesty International che richiama il governo italiano a chiudere la stagione delle evidenti discriminazioni».

«Draghi non può salire al Quirinale dopo aver tolto a decine di milioni di italiani, non solo non vaccinati ma anche con due dosi di vaccino e green pass scaduto – continua Adinolfi –, persino il diritto di rinnovare il passaporto. Roba che accade a Cuba, che accadeva presso un segmento della popolazione nel Sud Africa antecedente alla liberazione di Nelson Mandela. Sono norme da apartheid e chi le vara non rappresenta e non può più rappresentare l’unità nazionale».

Sulla stessa lunghezza d’onda Barbara Figus, coordinatrice regionale del Popolo della Famiglia, che commenta duramente la possibile candidatura di Mario Draghi: «Se i Parlamentari dovessero trovare un accordo su Draghi Presidente della Repubblica, per l’Italia e per la nostra Sardegna sarebbe uno smacco incredibile. È da mesi che andiamo denunciando la matrice ingiusta e gravissima di certe misure come l’obbligo vaccinale e il super green pass che stanno creando solo alta tensione sociale e sono diventate oramai motivo di discriminazione per chi, liberamente, ha deciso di non vaccinarsi o per chi non ha ancora effettuato la terza dose booster».

«Nella nostra Isola stiamo vedendo, giorno dopo giorno – conclude Figus –, il verificarsi di situazioni incresciose che dovrebbero appartenere a tutto tranne che a uno Stato civile. I Parlamentari diano ascolto, almeno ora, al grido d’allarme del Popolo della Famiglia e di Amnesty International e scelgano un Presidente che sappia, finalmente, riportare l’unità nel nostro Paese».

Ottica Muscas