• 30 Luglio 2021
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La rete 5G in Sardegna sarà una vera e propria rivoluzione

CAGLIARI. La rete 5G in Sardegna sarà una vera e propria rivoluzione, perché i contenuti viaggeranno a una velocità superiore di 10 volte all’attuale 4G e consentiranno l’eliminazione del cosiddetto “digital divide”, nel senso che il nuovo segnale potrà raggiungere anche i centri più piccoli. Saranno interessate circa 500.000 famiglie sarde, in vista della scadenza fra gennaio e marzo del 2022, quando dovranno essere sostituiti i televisori più vecchi (acquistati prima del 2017) o introdotti nuovi decoder in quelli compatibili.

Questo è emerso dal seminario del Corecom sulle prospettive del 5G e della Tv digitale, svoltosi ieri in videoconferenza a Cagliari nel palazzo del Consiglio regionale con la partecipazione degli operatori nazionali e locali del settore delle telecomunicazioni.

«L’introduzione delle nuove tecnologie aiuterà la Sardegna a superare in maniera molto significativa la sua condizione di insularità, aprendo una stagione di grandi cambiamenti», ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Michele Pais.

Per la presidente del Corecom Sardegna Susi Ronchi «lo sviluppo tecnologico interessa molto da vicino una Sardegna che vuole crescere e lavorare con concretezza, in un quadro nel quale le istituzioni regionali avranno uno strumento in più per migliorare il loro rapporto con i cittadini, le famiglie, le imprese ed i semplici utenti».

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«Cambierà molto anche l’informazione che incrocerà il mondo “online” – ha rimarcato Franco Siddi della Confindustria televisioni –, in una Regione come la nostra che storicamente ha una forte presenza delle reti televisive locali (18 società, 140 addetti, 4.6 milioni di fatturato), che per i sardi rappresenta informazione qualificata, pluralismo, democrazia e cultura. Siddi ha infine auspicato l’intervento dello Stato per favorire la “rottamazione” dei vecchi apparecchi».

L’assessore degli Affari generali Valeria Satta, ha sottolineato invece le enormi potenzialità della nuova tecnologia, che si estenderà in tutta la società sarda, dalla sanità alla ricerca, dalla scuola alla sicurezza, ad una “rete” di servizi e relazioni fra pubblica amministrazione e cittadini in generale e, in particolare, fra Regione e Comuni. Stiamo lavorando molto su investimenti e progetti, ha detto la Satta, con un Piano regionale triennale sull’informatica e con la nuova rete “A Kentos”, che diventerà una delle migliori d’Europa.

La rete 5G in Sardegna «sarà una nuova realtà della pubblica amministrazione a cominciare dalle sue articolazioni territoriali, con più efficienza, una organizzazione migliore, una maggiore rapidità della decisioni», – ha commentato infine il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana.