• 28 Maggio 2022
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Applicazione riforma del sistema sanitario, Lai e Cocco (LeU) presentano un’interrogazione

Eugenio Lai e Daniele Cocco
In attesa della pubblicazione degli atti aziendali «serve un provvedimento da parte della Giunta regionale che consenta alle ASL di svolgere tutte le attività previste dalla riforma del sistema sanitario regionale».

CAGLIARI. I consiglieri regionali di LeU Sardigna, Eugenio Lai e Daniele Cocco, hanno depositato in Consiglio regionale un’interrogazione sull’applicazione della Legge Regionale 11 settembre 2020 n. 24: “Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia».

Nello specifico i due consiglieri interpellano il Presidente della Regione Sardegna e l’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale per sapere se la Giunta, nelle more della pubblicazione degli atti aziendali, possa autorizzare le aziende territoriali a creare le strutture idonee per lo svolgimento delle attività e dare mandato all’ARES di autorizzare i propri dipendenti ad esercitare l’opzione di scelta per lavorare nelle ASL. Nel caso, Lai e Cocco chiedono inoltre quali siano i tempi per l’adozione di una delibera in tal senso.

Con l’approvazione della Legge Regionale n. 24 del settembre 2020 è stato riformato il sistema sanitario regionale con la riorganizzazione sistematica delle norme in materia, istituendo, tra le altre, l’Azienda regionale della salute (ARES). L’articolo 9, comma 2 della Legge Regionale n. 24 del settembre 2020 recita testualmente: “Le ASL hanno personalità giuridica pubblica e autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e di gestione; la loro organizzazione e il loro funzionamento sono disciplinati dall’atto aziendale, di cui all’articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni”.

«Lo stesso articolo – spiegano Lai e Cocco – stabilisce ancora che l’atto aziendale deve individuare, in particolare, le strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale soggette a rendicontazione analitica, le competenze dei relativi responsabili e disciplina l’organizzazione delle ASL secondo il modello dipartimentale, i compiti e le responsabilità dei direttori di dipartimento e di distretto socio-sanitario».

Ottica Muscas

Pertanto, «l’atto aziendale delle ASL – continuano – deve esplicitare le modalità di collegamento tra governo clinico ed economico, prevedendo che ogni scelta di governo e di gestione debba essere valutata sia dal punto di vista assistenziale che dalle ricadute economiche, con l’assunzione, da parte del Direttore generale e dai dirigenti delegati, del visto di compatibilità con la normativa vigente e con l’equilibrio economico-finanziario della gestione.

«Successivamente alla nomina dei Direttori generali – sottolineano Lai e Cocco –, le Aziende sanitarie e Ospedaliere universitarie della Regione non hanno però ancora provveduto ad adottare l’atto aziendale, comportando, di conseguenza, enormi difficoltà nella gestione ordinaria delle stesse, poiché, in mancanza degli atti aziendali, non vi è la possibilità di esercitare la piena attività prevista dalla riforma».

«Visto che l’atto aziendale individua le strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale soggette a rendicontazione analitica si rende quindi indifferibile che i Direttori generali possano dotarsi di tutti gli strumenti necessari e utili a svolgere compiutamente le loro prerogative, utilizzando dirigenti e personale in capo all’ARES. Così come è necessario e urgente, in questo periodo di grave crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 – concludono i due Consiglieri di LeU –, un immediato provvedimento da parte della Giunta regionale che consenta alle ASL di svolgere tutte le attività previste dalla riforma del sistema sanitario regionale».