• 25 Settembre 2021
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«Ristori immediati», Solinas a Cuglieri rassicura le comunità colpite dai roghi

Il presidente Solinas a Cuglieri incontra i sindaci dell’Oristanese. Pronto un provvedimento che prevede lo stanziamento di 20 milioni per interventi infrastrutturali e per i ristori economici.


CUGLIERI. Ristori immediati per consentire a famiglie e aziende di rialzarsi dopo i gravissimi danni causati dai roghi. È l’impegno che il Presidente della Regione Christian Solinas ha confermato aprendo la riunione operativa con i Sindaci, nei locali dell’ex Seminario di Cuglieri.

Un momento di verifica per stabilire con i rappresentanti delle comunità colpite quali sono gli interventi più urgenti. Con i Sindaci il Presidente aveva immediatamente aperto il confronto, convocandoli alla riunione della Giunta con la quale era stato dichiarato lo stato di calamità.

«È pronto per essere portato all’esame del Consiglio Regionale – ha detto Solinas –, un primo provvedimento legislativo che prevede lo stanziamento di 20 milioni per interventi infrastrutturali e per i ristori economici.
Altre soluzioni possono essere messe in campo in breve tempo, come interventi de minimis. Ma attendiamo che anche lo Stato faccia la sua parte».

«In questo senso – ha proseguito il Presidente –, ho ricevuto le assicurazioni dal Governo e dal vertice della Protezione civile nazionale, che hanno mostrato sensibilità e attenzione».

Nella riunione sono stati esposti i problemi più gravi ed impellenti delle comunità colpite, dai danni ad uliveti, vigne ed altre colture tipiche del territorio, alla devastazione delle aziende zootecniche, ai problemi presenti sulla rete viaria, su quella elettrica e telefonica. Entro 2 giorni la Protezione civile invierà ai Comuni i moduli per una dettagliata indicazione dei danni che necessitano di interventi più immediati.

«Con la rimodulazione del PSR – ha concluso Solianas –, sarà possibile istruire più rapidamente le pratiche relative al ripristino del patrimonio agricolo danneggiato. Non lasceremo indietro nessuno, nemmeno quelle piccole aziende familiari, non provviste di partita iva, che avevano nella coltura dell’ulivo e della vite una fonte di sostentamento che ha radici antiche ed è fortemente caratteristica della cultura e delle tradizioni dei nostri paesi».