• 24 Luglio 2021
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Sabato ad Alghero una marcia di protesta per i lavori a Punta Giglio

ALGHERO. Il Comitato Punta Giglio Libera lancia l’appello e invita la cittadinanza tutta, gli abitanti del territorio e delle borgate, e chiunque abbia a cuore il bene comune, ad unirsi alla mobilitazione e protesta contro quello che sta succedendo a Punta Giglio.

Perciò sono state state predisposte tre manifestazioni per richiedere il blocco immediato dei lavori del progetto “Rifugio di Mare”, iniziati lo scorso marzo nelle strutture della ex Batteria SR413 situate all’interno di una zona a tutela assoluta, con vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica Natura2000, istituita dall’Unione Europea per la conservazione degli Habitat naturali e delle biodiversità.

Il primo appuntamento è stato quello di mercoledì 16 giugno, dove si è tenuta un’assemblea simbolica con una rappresentanza del comitato davanti a Casa Gioiosa, la sede del Parco di Porto Conte.

Il secondo momento si terrà domani sabato 19 giugno, dove è previsto alle ore 18, presso l’Anfiteatro Balaguer, un breve momento di incontro e raccolta, dopo il quale, alle ore 18,30, partirà un corteo per proseguire nel lungomare Valencia, attraversando le principali strade cittadine, da via Gramsci a via Manzoni a via XX settembre, passandro attraverso Piazza Sulis, per giungere in centro storico e sfilare di fronte al Municipio e al palazzo del Sindaco. La marcia si chiuderà, in Piazza Pino Piras, con una discussione pubblica e con dei contributi di artisti, poeti, teatranti, che sostengono in maniera creativa e gioiosa la mobilitazione.

Domenica 27 giugno, invece, verrà organizzata una manifestazione festosa nella borgata di Maristella.

«La mobilitazione si rende ancora più urgente e importante – spiegano i promotori – considerata l’assenza di risposte da parte delle istituzioni e degli enti che hanno rilasciato le discusse autorizzazioni, e alla luce delle ultime vicende che hanno interessato l’area, con la chiusura dei parcheggi da parte della società Borgosesia Spa. Nonché dalla prosecuzione dei lavori con mezzi meccanici pesanti che stanno devastando il sentiero di 3,5 km, per la realizzazione della rete fognaria necessaria per i servizi della ex caserma che verrà trasformata dalla Soc. cooperativa milanese Il Quinto Elemento in un albergo da 20 posti letto, comprensivo di ristorante da 80 coperti, velari con tavolini esterni per 30 posti a sedere e piscina da 18 m».

Gli scavi chirurgici da 20 cm larghezza x 50 cm profondità x 4 km di sentiero

In tutti gli eventi è prevista la possibilità di intervenire anche ai liberi cittadini e rappresentanti politici, algheresi e non solo, nell’ottica di attivare il giusto e necessario dialogo e confronto evitato sinora dalle amministrazioni ed enti coinvolti nel bando e nel discusso progetto.

Le attiviste e gli attivisti del comitato, saranno presenti con materiale informativo e raccolta firme per chiedere al Sindaco di Alghero, e alle altre istituzioni responsabili della tutela dell’ambiente e del paesaggio, di fermare il cantiere e liberare Punta Giglio.

Fin dall’inizio dei lavori a Punta Giglio, si è costituito un comitato spontaneo trasversale e popolare, per informare e sensibilizzare tutti i cittadini (che mai sono stati informati e resi partecipi di quanto si stava progettando) e promuovere insieme a loro azioni legali e pacifiche che possano servire alla causa, come la raccolta firme, l’esposizione di lenzuoli fuori da finestre e balconi, i sit-in informativi, i presidi a Punta Giglio, gli incontri con le borgate del Parco di Porto Conte, e tutto ciò che sarà necessario per sensibilizzare e informare la cittadinanza e per tenere alta l’attenzione sulla cessione gratuita di un bene incontaminato e identitario per la comunità algherese e sarda.

Sinora al comitato hanno aderito formalmente diverse centinaia di persone, la petizione online http://chng.it/fzKKFZhp ad oggi ha raggiunto quasi 5.000 firme, mentre il gruppo Facebook è seguito e animato da oltre 8.000 persone che, dall’apertura ad oggi, esprimono contrarietà al progetto e cercano di partecipare in maniera costruttiva e propositiva al dibattito, postando idee, riflessioni, ricordi, articoli, foto, disegni, poesie, critiche, richieste e suggerimenti, sulla vicenda e sulla mobilitazione.

Mamma in Sardegna