• 25 Settembre 2021
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Con Salvatore Scintu c’è un po’ di Monti nell’argento vinto a Tokyo dalla ginnasta Vanessa Ferrari

MONTI. Salvatore Scintu, il fisioterapista di Monti che da decenni fa parte dello staff medico sanitario della squadra nazionale della Federazione della Ginnastica artistica e ritmica, con le sue preziose cure fisioterapiche compie un altro mezzo miracolo alle Olimpiadi di Tokyo, supportando Vanessa Ferrari, l’atleta che ha conquistato la medaglia d’Argento nella Ginnastica Artistica, specialità corpo libero.

Scintu non è nuovo a queste imprese, aveva rimesso in sesto gente del calibro di Cassina e Chechi alle Olimpiadi di Atene nel 2004. I plurimedagliati diventati, poi, suoi grandi amici, tanto che il primo è stato ospite a casa dei genitori a Monti. In paese Salvatore Scintu è naturalmente conosciutissimo e stimato. Dopo averlo visto in Tv da Tokyo, tutti ne parlano, e non sono mancate le congratulazioni alla sua famiglia.

C’è un po’ di Monti, dunque, alle Olimpiadi del Sol Levante. Dove ancora una volta dalle sue cure ne ha tratto beneficio la grande Vanessa Ferrari, che a trent’uno anni si è riscattata delle delusioni patite alle Olimpiadi di Rio e Londra, salendo sul podio, al termine della gara perfetta, disputata nella pedana dell’Ariake Gymnastics Center di Tokyo. Vanessa, per il traguardo raggiunto, non sta nella pelle e, al termine della gara ha avuto parole di lode verso “Salva”, come viene chiamato amabilmente nell’ambiente della Nazionale.

«Ho un rapporto speciale con lui – ha detto la campionessa –, abbiamo vissuto davvero tante esperienze insieme come Mondiali, Europei, Olimpiadi. Oltre ad un grande professionista è una persona magnifica, ed un vero punto di riferimento. Grazie Salva, sei il numero uno!».

Salvatore Scintu, umile, tenace, ma con le idee chiare, come molti giovani emigra in cerca di fortuna nel Continente. Nel 1971 lascia Monti e si stabilisce a Milano, dove viene assunto al Niguarda. Si dedica allo studio e alcuni anni dopo consegue il diploma di infermiere professionale. Incoraggiato dal primario del reparto di terapia fisica e riabilitazione, che ne intuisce le qualità, si interessa alle patologie sportive.

Il grande salto, il Coni, nel 1988, dopo l’altro diploma, di massofisioterapista, conseguito al Cto, gli rilascia l’attestato di specializzazione in fisioterapia sportiva, e gli affida, visto il suo talento, capacità e preparazione, l’incarico di massaggiatore della nazionale italiana maschile e femminile di ginnastica. Non gli manca coraggio e iniziativa: a Milano apre uno studio medico fisioterapico. Si fa un nome, da lui accorrono ballerine della Scala, giocatori del Milan, attori, parlamentari, cantanti.

L’attività è frenetica, ma non rinuncia a continuare a studiare, ad aggiornarsi, girare il mondo per seguire convegni, dibattiti, apprende e approfondisce le novità scientifiche del settore, per tenersi al passo con i tempi. Il suo attaccamento alla terra natia è proverbiale: quando può ritorna a Monti a trovare la madre, la sorella ed il fratello, il padre è scomparso da tempo.

Giuseppe Mattioli