• 29 Novembre 2025
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Monti si tinge di arancione con gli “Amici di Nemo”: emozioni e musica per l’inclusione

Gli Amici di Nemo A Monti
Protagonisti della serata di ieri alla Casa del Miele, organizzata da Erèntzia, Comune, Fedales del ’77 e Cantina del Vermentino, i ragazzi speciali dell’Associazione.

MONTI | 29 novembre 2025. Ora lo so qual è il colore della felicità. So qual è il colore della gratitudine, della spensieratezza e della genuinità. È l’arancione. Arancione come le felpe di Tommy, Ilaria, Gioele, Kajani, Gabriele, Alessandro, Rossana, Antonella, Antonello, Maddalena, Daniela, Amedeo, Mattia e Gianni dell’Associazione “Gli amici di Nemo”. Arancione proprio come il pesciolino Nemo che per dimostrare di essere coraggioso sfida se stesso e trasforma le difficoltà in opportunità. E tutti i ragazzi, insieme, ognuno a modo proprio, venerdì 28 a Monti presso la Casa del Miele hanno trasformato gli ostacoli in possibilità. Hanno cantato, chi con occhi della timidezza, chi con l’ardore della giovinezza e chi con la pacatezza dell’età adulta. Hanno cantato brani italiani e stranieri interpretando i giganti della musica nazionale e internazionale con disinvoltura, trasporto e sincero coinvolgimento. Hanno trascinato il pubblico che si è lasciato avvolgere da quel caldo abbraccio verso sentieri inesplorati fatti di sorrisi, sguardi di meraviglia e stupore.

L’Associazione “Amici di Nemo” che per i ragazzi è una seconda famiglia è nata grazie a numerosi soci fondatori il 18 dicembre 2008 con la finalità di creare posti di lavoro per chi è in difficoltà. Così ha ricordato nei saluti iniziali Francesca Meloni in rappresentanza dell’Associazione Erèntzia che ha organizzato la serata in collaborazione con il Comune di Monti, i Fedales ’77 e la Cantina del Vermentino di Monti.

La parola è poi passata al presidente dell’Associazione Gianni Fresi che ha parlato della Cooperativa “Il giardino di Giulia” nata per onorare la figlia che oggi non c’è più, figlia che desiderava trovare un lavoro nonostante le sue difficoltà e che sapeva che quelle difficoltà le precludevano la possibilità di sentirsi realizzata a livello lavorativo. Così lui, babbo presente, ha custodito questo desiderio di riscatto e lo ha trasformato in realtà. La cooperativa infatti gestisce un bar ad Arzachena dove attualmente lavorano diversi ragazzi con disabilità. Ha inoltre menzionato altri progetti che sono in via di conclusione: attrezzare le spiagge per permettere alle persone con difficoltà deambulatorie di frequentare il litorale gallurese grazie alla presenza delle sedie Job; poi ancora l’allestimento di un gommone di 8 metri che prevede la presenza di una gru per posizionare al suo interno coloro che hanno la carrozzina o per i malati di SLA affinché possano godersi qualche ora di spensieratezza in mare. Finalità encomiabili che fanno dell’Associazione un centro di eccellenza e punto di riferimento non solo per le famiglie del territorio ma anche per chi viene in vacanza e ha necessità di assistenza. Tutti i collaboratori sono volontari, anche i musicisti professionisti che ogni anno seguono i ragazzi nel laboratorio musicale che si conclude con concerti in vari paesi della Sardegna perché lo spirito dell’Associazione non è rimanere chiusi in una stanza ma respirare a pieni polmoni l’aria del mondo e godere della bellezza della vita.

La storia più commovente quella di Amedeo. Una dolce melodia, la sua, specchio di un animo gentile. Come l’animo di tutti i ragazzi del resto, che alla fine dell’esibizione salutavano Giulia con un bacio. Giulia, la loro amica speciale ora angelo custode.

Amedeo non parlava da ventanni, venti lunghi anni di silenzio. Lo ha ricominciato a fare dopo aver iniziato a frequentare l’Associazione. E la gioia, la serenità e la bellezza che si respiravano anche lì nella Casa del Miele lo hanno aiutato piano piano a trasformare le difficoltà in possibilità. Perché questo, Nemo, ci ha insegnato. Questa è la magia di Nemo. E i bambini, i figli dei soci fondatori che erano alla ricerca di un nome da assegnare, quel nome lo hanno trovato, perché loro, nella genuinità e purezza di spirito, il senso più profondo dell’agire per gli altri lo avevano compreso. Pur nella sua diversità Amedeo non si è arreso ed ha scoperto risorse fino ad allora sconosciute. Il coraggio e l’intraprendenza lo hanno riaccompaganto nel sentiero della vita che si era ammutolita.

Alla fine tutti insieme, mano nella mano, a cantare “Gocce nel mare” di Pierpaolo Bibbò, scritta per omaggiare i ragazzi che sono goccia ma che insieme diventano mare, di paure che scompaiono, certezze che si creano e desideri che si fanno realtà.

Se non abbiamo pianto è solo perché la felicità ci ha spinto a sorridere e a mantenere nel cuore quelle sensazioni che ci fanno scegliere ogni giorno quali sono e quali devono essere le priorità della vita.

Anche il consueto momento di convivialità alla fine del concerto è stato speciale. L’allegria e la spontaneità hanno caratterizzato ogni istante della serata e chi è venuto a vedere il miracolo della vita è andato via con il sorriso, anche quello del cuore.

Piera Anna Mutzu

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