• 31 Gennaio 2026
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Buddusò. Acqua contaminata, la minoranza chiede un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza

Budduso
Il capogruppo dell’opposizione, Salvatore Marrone, denuncia una «situazione potenzialmente pericolosa» e formalizza la richiesta di una seduta pubblica.

BUDDUSÒ | 17 dicembre 2025. «Non si tratta di un semplice disservizio, ma di una situazione potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini e per l’ambiente». È l’allarme lanciato dal capogruppo dell’opposizione Salvatore Marrone durante l’ultimo Consiglio comunale tenuto a Buddusò, in cui è stato discusso il caso delle presunte infiltrazioni di gasolio nella rete idrica cittadina. Una criticità portata all’attenzione dell’Aula proprio dall’opposizione, che aveva già sollecitato il sindaco Satta con un’interrogazione urgente e inviato una segnalazione alla Regione Sardegna, chiedendo verifiche straordinarie e interventi immediati (leggi).

Nel suo intervento, il Capogruppo ha ribadito che in tutta la vicenda, oltre alle responsabilità del gestore del servizio idrico, esistono «inadempienze» anche da parte del primo cittadino e dell’Amministrazione comunale. In particolare per i «ritardi negli interventi e la mancanza di una comunicazione chiara e trasparente».

Di fronte alla gravità della situazione, Marrone ha quindi formalizzato in conferenza capigruppo la richiesta di convocare un Consiglio comunale aperto alla popolazione. «I cittadini – sottolinea – hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo e quali misure si intendono adottare». Nel frattempo, «come minoranza – conclude – continueremo a vigilare affinché la tutela della salute pubblica e dell’ambiente resti una priorità assoluta».

Il problema della contaminazione dell’acqua preoccupa la comunità da diverse settimane. Già a inizio novembre, numerose segnalazioni da parte dei residenti, in particolare nel quartiere di Sant’Ambrogio, lamentavano odori anomali e la presenza di sostanze oleose nell’acqua potabile. La situazione aveva spinto il sindaco Massimo Satta a emanare, il 6 novembre, un’ordinanza cautelativa che vietava l’utilizzo dell’acqua per tutti gli usi su tutto il territorio comunale, costringendo i cittadini a rifornirsi tramite autobotti e acqua confezionata.

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