• 21 Febbraio 2026
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Ospedale di Ozieri, al via il percorso per l’attivazione della Terapia intensiva multidisciplinare

Ospedale Ozieri Segni
Il dg dell’Asl di Sassari Sensi: «Il modello organizzativo prevede la creazione di un’area critica subintensiva funzionale alle attività del “Segni” e su cui convergono condizioni differenti di criticità, con la funzione di rendere disponibili posti letto in zona critica ad elevato contenuto tecnologico e assistenziale».

OZIERI | 21 febbraio 2026. L’Asl di Sassari avvia il percorso per l’istituzione nell’ospedale di Ozieri dei posti letto di terapia intensiva multidisciplinare, dando gambe all’iter per portare all’adeguamento della dotazione organica, agli interventi per ottenere l’adeguatezza dei locali e la dotazione strumentale.

«L’ospedale Segni di Ozieri risulta logisticamente baricentrico e funzionale ad una integrazione sinergica con la Rianimazione dell’Ospedale Civile di Alghero e alle due Rianimazioni dell’Aou di Sassari, sede di Hub, e alle strutture della Gallura, in un’ottica di rete delle terapie sub intensive e intensive  del Nord Sardegna», spiega il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi. «Il modello organizzativo – prosegue – prevede la creazione di un’area critica subintensiva funzionale alle attività del “Segni” e su cui convergono condizioni differenti di criticità, con la funzione di rendere disponibili posti letto in zona critica ad elevato contenuto tecnologico e assistenziale. Vuole esser questo l’ennesimo tassello, in un più ampio programma di riqualificazione di sviluppo del presidio ospedaliero di Ozieri avviato dal 2022 con l’istituzione della Asl 1», conclude Sensi.

Una Terapia Subintensiva articolata su differenti funzioni:

1) Indirizzo post operatorio per recupero funzioni vitali post intervento, una “zona di recupero post operatorio”, dove avviene la stabilizzazione del paziente operato, il monitoraggio delle funzioni vitali, il controllo del dolore, prima della dimissione verso il reparto di degenza, o verso le cure intensive. Della zona di recupero hanno necessità tutti i pazienti post operati fragili ed a rischio, in particolare gli anziani pluripatologici fratturati, che attualmente vengono rinviati nei reparti. Questa destinazione d’uso consentirebbe di operare con maggior sicurezza pazienti a rischio, senza necessariamente vincolare la calendarizzazione dell’intervento alla disponibilità del posto letto presso le Rianimazioni dell’Hub per il successivo monitoraggio.

2) Indirizzo clinico internistico di area critica, destinato a pazienti provenienti dal pronto soccorso o dai reparti di degenza, clinicamente instabili o ad elevato rischio di instabilità.

3) Indirizzo monitoraggio neurovascolare, per garantire un monitoraggio specialistico dell’ictus cerebrale ischemico acuto in fase di monitoraggio post procedurale di trombolisi, in assenza di indicazioni a percorso diagnostico-terapeutico presso l’Hub.

4) Indirizzo monitoraggio emodinamico, per il trattamento delle più comuni patologie cardiovascolari che richiedono un monitoraggio ECGrafico ed emodinamico tempo limitato.

«L’attivazione della terapia intensiva multidisciplinare consentirebbe di evitare ricoveri di pazienti instabili o a rischio di instabilità in strutture di degenza ordinaria, potenziare l’attività operatoria del Presidio estendendola a malati a maggior rischio senza subordinare la sua attività alla preventiva disponibilità di posto letto presso le Terapie Intensive dell’Hub; ridurre la mobilità extraospedaliera e ricoveri impropri, con il contestuale alleggerimento dell’Hub di riferimento», conclude il direttore Flavio Sensi.

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