• 2 Marzo 2026
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Ozieri, al via il tour dello spettacolo teatrale “Ribelle – Storie di una notte cambiata”

Ribelle
Prima uscita a Lanusei il 5 marzo, la seconda il 7 a Sassari per proseguire fino al 14 con le tappe di Alghero, San Gavino, Macomer e Silanus. Il progetto, nato all’interno del Centro Antiviolenza del Centro Lares, racconta «la possibilità della ribellione prima, durante e dopo la violenza, mettendo al centro il passaggio dalla sottomissione alla consapevolezza e la responsabilità collettiva nel cambiamento culturale».

OZIERI | 2 marzo 2026. Inizia il suo tour in giro per la Sardegna, dopo l’ingresso nel circuito teatrale del Cedac, lo spettacolo “Ribelle – Storie di una notte cambiata”, prodotto dal Centro Antiviolenza del Centro per la famiglia Lares del Plus del distretto sanitario di Ozieri e interpretato dalle attrici della Compagnia delle Donne, di InOghe Cultura e Spettacolo e di Gurdulù Teatro. L’ingresso nel circuito, favorito dalla collaborazione con amministrazioni comunali, teatri, scuole, associazioni e Centri Antiviolenza locali, porterà nei territori questo importante progetto culturale di prevenzione e sensibilizzazione che utilizza il linguaggio dell’arte per interrogare stereotipi, modelli culturali e relazioni di potere. Si inizia il 5 marzo a Lanusei (ore 21 al teatro “Tonio Dei”), per proseguire il 7 marzo a Sassari (ore 10 e ore 20:30 al Cine Teatro Astra – XXXV Festival Etnia e Teatralità), l’8 marzo ad Alghero (ore 21 Teatro civico), il 10 marzo a San Gavino ( ore 21 Teatro comunale), il 13 marzo a Macomer (ore 10 e ore 21 al Teatro San Costantino) e il 14 marzo a Silanus (ore 20:30 Monte Granatico).

«Il cambiamento non avviene all’improvviso: inizia quando una storia ascoltata fa nascere una domanda nuova. Ed è lì che comincia la prevenzione», dicono dal Cav, che spiega così la genesi di “Ribelle”. «Il progetto – dicono infatti le operatrici – prende forma da una domanda semplice e potente: come parlare di violenza di genere prima che diventi emergenza? Come creare consapevolezza senza fermarsi ai numeri o al racconto del dolore? La risposta è stata affidata al teatro, inteso come spazio sicuro, emotivo e collettivo, capace non solo di spiegare, ma di far sentire, riconoscere, riflettere e interrogare».

La base, che è la stessa del lavoro del Centro Antiviolenza, è che la prevenzione non è solo informazione, ma lavoro profondo sull’immaginario e su ciò che viene considerato “normale”. «In questa prospettiva, “Ribelle” racconta la possibilità della ribellione prima, durante e dopo la violenza, mettendo al centro il passaggio dalla sottomissione alla consapevolezza e la responsabilità collettiva nel cambiamento culturale». In scena ci sono infatti donne di età diverse che danno voce a storie di ribellione ispirate a figure femminili reali e a esperienze personali. L’ambientazione è quella di «una notte simbolica, una notte che segna un prima e un dopo, perché quando cambia lo sguardo su di sé, non si torna più indietro».

Diretto dal regista e attore Maurizio Giordo, lo spettacolo è dedicato a Michela Murgia, «il cui pensiero – spiegano le attrici – ha insegnato che la cultura non è mai neutra, che le parole costruiscono mondi e che raccontare storie è un atto politico nel senso più alto del termine». A interpretarlo sono, come detto, tre associazioni culturali da anni attive e riconosciute sul territorio che hanno scelto di «mettere in rete competenze, linguaggi e visioni». Si tratta di InOghe Cultura e Spettacolo, impegnata nella promozione culturale e sociale; La Compagnia delle Donne di Ozieri, realtà storica che da tempo lavora sul teatro come spazio di espressione e autodeterminazione femminile; Gurdulù Teatro, che utilizza la scena come strumento di riflessione critica e partecipazione civile. Tre identità diverse, unite da una visione comune: usare la cultura come leva di cambiamento sociale.

Locandina Riibelle

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