• 3 Marzo 2026
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Referendum, nel convegno di Ozieri ribadite le ragioni del No: «La riforma non migliora la giustizia»

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Ampia partecipazione sabato all’incontro organizzato dal Comitato per il No di Ozieri. Giovedì 5 marzo si replica con un secondo appuntamento.

OZIERI | 3 marzo 2026. Davanti a un uditorio attento e partecipe, sabato scorso si è svolto a Ozieri, nella sala conferenze del centro culturale San Francesco, un convegno-dibattito promosso dal Comitato per il No al referendum costituzionale sulla giustizia per spiegare le ragioni della contrarietà alla riforma di legge proposta dal Governo e votata dal Parlamento. L’appuntamento si è aperto con una breve introduzione dell’avvocato Rosa Serra che poi, a nome del Comitato di Ozieri per il No, ha salutato e ringraziato i numerosi convenuti, i rappresentanti istituzionali e i relatori.

Nel primo intervento la dott.ssa Monia Adami, giudice penale del tribunale di Sassari, ha esposto il ruolo di garanzia per l’imputato, che nel nostro ordinamento giudiziario svolge il Pubblico Ministero, confutando la tesi che ci sia subordinazione di questi al giudice e/o viceversa, essendo di fatto, le carriere e i ruoli già separati. Il fine della legge, quindi, non è quello di separare le carriere ma piuttosto di indebolire il ruolo del CSM creando due organismi di governo della magistratura separati, uno dei giudici e uno dei PM. Questo sottrarrebbe i PM al ruolo di controllo, di indirizzo e di governo di tutta la magistratura ma solo di una parte, la loro, diventando autoreferenziale. È facile prevedere che questo, per questioni legate alla progressione di carriera (più condanne ottieni, più sei bravo), modificherà nei fatti la funzione del PM, accentuando il ruolo accusatorio e indebolendo quello di garanzia per l’imputato di e ricerca della verità che ora ricopre.

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Nel secondo intervento, il dott. Enrico Baroffio ha analizzato nel dettaglio la legge di riforma che, è apparso evidente sin dall’inizio dell’esposizione, non è certo una riforma della Giustizia ma della Magistratura, non con l’intento di migliorare il procedimento giudiziario ma di indebolirne il ruolo, rendendo evidente il tentativo di assoggettare il potere giudiziario a quello del Governo. Le slides con le quali il relatore ha esposto l’argomento hanno efficacemente dimostrato che il meccanismo di estrazione a sorte dei due CSM previsti dalla legge, oltre ad essere una assurdità logica e giuridica (nessun organismo rappresentativo viene designato per estrazione!) indebolisce il ruolo dei magistrati a favore dei membri laici scelti, di fatto, dal Governo.

Il dott. Baroffio ha successivamente evidenziato lo scardinamento dei principi che regolano il funzionamento del CSM (assunzioni, trasferimenti, promozioni, provvedimenti disciplinari) affidando i primi tre a due CSM distinti e l’ultimo ad un nuovo organismo (alta corte disciplinare) autoreferenziale e proporzionalmente sbilanciato a favore dei componenti di nomina politica, il cui giudizio non sarà appellabile in cassazione.

Nell’intervento conclusivo l’avvocato Francesco Carboni ha evidenziato come questa riforma si inserisca in un disegno complessivo del Governo e della maggioranza che lo ha espresso, che è quello di cercare di limitare il ruolo costituzionalmente tutelato della Magistratura e del Parlamento a favore del potere esecutivo. Lo dimostrano le precedenti leggi che hanno abolito il reato di abuso d’ufficio e ridotto le competenze della Corte dei Conti, oltre all’abuso sconsiderato dei decreti legge di quelli legislativi che hanno stravolto il ruolo del Parlamento sempre meno sede di elaborazione delle leggi e ormai quasi solo deputato ad approvare le decisioni del Governo. Votare No al referendum può essere un primo passo per limitare una possibile deriva autoritaria ispirata al modello trumpiano e ungherese.

Nel successivo dibattito la dott.ssa Giuseppina Sanna, ex presidente della sezione civile del tribunale di Sassari, ha rimarcato l’importanza del PM nella tutela dei diritti dei minori nei processi a loro carico e della pericolosità che il PM sbilanci la sua azione verso l’accusa piuttosto che sulla ricerca della verità.

Hanno concluso il dibattito Gianni Tola a nome del circolo di Sinistra Futura di Pattada, il dott. Marco Puddu e Gianluigi Sotgia – Capo di Gabinetto Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio della Regione Sardegna –, che ha invitato ad appoggiare l’azione del governo regionale contro il trasferimento massiccio dei detenuti al 41bis nelle carceri sarde.

Il prossimo convegno sul tema, sempre organizzato dal Comitato per il No di Ozieri, è in programma per giovedì 5 marzo alle ore 18, sempre nella sala conferenze del centro culturale San Francesco di Ozieri.

Il comitato per il No di Ozieri, nell’esprimere grande soddisfazione per l’affluenza e il livello del dibattito, ringrazia i relatori e tutti i partecipanti al convegno, ricordando che il prossimo appuntamento sullo stesso tema è organizzato dal Comitato Giusto dire No, il 5 marzo alle ore 18:00, sempre nella sala conferenze del centro culturale San Francesco di Ozieri.

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