• 2 Agosto 2026
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Detenuto morto a Bancali: appello per sospendere il piano 41-bis in Sardegna

Carcere Bancali
La richiesta delle associazioni Europa Radicale e Nessuno tocchi Caino fino a quando gli istituti sardi non rientrino nella capienza regolamentare. Sollecitata anche una relazione urgente al Parlamento sul reparto sanitario del carcere di sassari, sui protocolli di prevenzione del rischio suicidario e sugli organici sanitari e di Polizia Penitenziaria nell’isola.

Domenica 2 agosto 2026. «Sospensione immediata del piano di concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis nelle carceri sarde, fino a quando le stesse non siano rientrate nella capienza regolamentare, e una relazione urgente al Parlamento sulle condizioni del reparto sanitario del carcere di Sassari-Bancali». Questa la richiesta delle associazioni Europa Radicale e Nessuno tocchi Caino, dopo la tragedia consumatasi nella notte tra il 30 e il 31 luglio proprio a Bancali, dove è morto a causa di un incendio un detenuto sardo di 36 anni e sono rimasti ustionati e intossicati 9 agenti della Polizia Penitenziaria nel tentativo di raggiungerlo.

Al momento, nella casa circondariale di Sassari sono presenti 577 detenuti per 454 posti e «la Garante regionale Irene Testa ha documentato infiltrazioni, muffa, celle senza termosifoni, presentando un esposto in Procura». Nella sua relazione annuale ha inoltre rilevato che a Uta, su 729 detenuti, il 92% è sottoposto a terapia continuativa e quasi la metà a trattamento psichiatrico continuativo.

«Il piano illustrato dal Ministero della Giustizia in Conferenza Stato-Regioni – sottolineano dalle due associazioni – individua sette istituti interamente dedicati al 41-bis: tre sono in Sardegna – Bancali, Badu ‘e Carros, Uta – con 192 posti a verbale e l’ipotesi di 240 detenuti, circa un terzo del totale nazionale.

La morte di Bancali arriva a pochi giorni dalla conclusione del ciclo di visite negli istituti penitenziari sardi condotto da Nessuno tocchi Caino e dal Movimento Italiano Diritti Detenuti insieme alle Camere penali di Cagliari, Oristano e Nuoro: la colonia penale di Is Arenas, il carcere di Badu ’e Carros assieme a Europa Radicale e la colonia penale di Mamone. Alle visite hanno preso parte amministratori locali, avvocati e rappresentanti delle istituzioni territoriali.

«Abbiamo appena finito di visitare Is Arenas, Badu ’e Carros e Mamone», sottolinea Gabriele Casanova di Nessuno Tocchi Caino. «A Is Arenas 115 detenuti su 115 lavorano, ed è un dato raro: dimostra che i percorsi di responsabilità e di reinserimento si possono costruire. Eppure, nonostante il lavoro e nonostante il mare, quello che si respira è un tempo sospeso. Uscivamo da quelle visite convinti che il tempo per cambiare ci fosse ancora. Il tempo per un uomo di trentasei anni, dentro il reparto sanitario di Bancali, è finito prima».

«Al 30 aprile 2026, secondo il XXII Rapporto di Antigone – dichiara Federica Valcauda di Europa radicale –, le carceri italiane contavano 64.436 detenuti per 46.318 posti realmente disponibili, con 73 istituti oltre il 150%. Sempre secondo Antigone, tra il 2025 e i primi mesi del 2026 le persone detenute morte per suicidio sono 106; il Report del Garante nazionale registra 254 decessi complessivi nel 2025, il dato più alto da decenni».

«La concentrazione del 41-bis in Sardegna – ricordano Casanova e Valcauda – è già oggetto di un conflitto istituzionale aperto, con la Garante regionale che l’ha definita una violazione dei diritti umani e la Regione mobilitata contro il piano. Dalla denuncia del trasferimento nessuno è però passato alla contabilità delle condizioni interne: sono quelle a produrre morti, ed è su quelle che chiediamo atti».

Tra le altre richieste delle due associazioni anche una relazione sui protocolli di prevenzione del rischio suicidario e sugli organici sanitari e di polizia penitenziaria nell’isola; la pubblicazione mensile dei dati per singolo istituto: presenze, capienza reale, organici, eventi critici; l’accesso effettivo alle misure alternative per i residui di pena brevi; presa in carico psichiatrica con personale stabile; piano regionale delle colonie penali – Mamone, Is Arenas, Isili – come laboratorio di esecuzione penale fondata su lavoro e formazione; esercizio del diritto di visita ex art. 67 O.P. da parte di parlamentari e consiglieri regionali durante il mese di agosto.

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