• 21 Ottobre 2026
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Gairo, speronano l’auto della Forestale per sfuggire ai controlli: denunciati due bracconieri

Bracconaggio due denunce a Gairo
Entrambi dovranno rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e caccia illegale. Rinvenuta dagli agenti la carcassa di un muflone.

GAIRO | 21 ottobre 2026. Due presunti bracconieri sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Lanusei per resistenza a pubblico ufficiale e violazioni penali in materia venatoria, dopo aver tentato di sfuggire a un controllo del Corpo Forestale speronando l’auto degli agenti. L’episodio è avvenuto lo scorso fine settimana a Gairo, durante un servizio notturno di vigilanza contro la caccia illegale.

L’intervento è stato condotto dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF). Gli operatori, impegnati nel controllo del territorio, hanno udito uno sparo provenire da un’area rurale sottoposta a osservazione, dove sarebbe stata in corso una battuta di caccia oltre l’orario consentito.

Poco dopo, gli agenti hanno intercettato nel centro abitato di Gairo Taquisara l’auto con a bordo i due presunti bracconieri. Il conducente non si è fermato all’alt e ha tentato di sottrarsi al controllo speronando il veicolo di servizio della Forestale. I due si sono quindi allontanati, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.

Le ricerche avviate subito dopo hanno consentito alla pattuglia di rintracciare la vettura, abbandonata in una zona di campagna. Il mezzo è stato posto sotto sequestro. Gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire al titolare del porto d’armi, riconosciuto come uno dei passeggeri dell’auto. I forestali hanno perquisito la sua abitazione, nel corso della quale sono stati acquisiti ulteriori elementi di prova ed è scattato il sequestro cautelare del fucile e il ritiro del titolo di porto d’arma.

Un ulteriore sopralluogo nell’area rurale in cui i fuggitivi si erano addentrati con la macchina ha portato al ritrovamento della carcassa di un muflone, che sarebbe stato abbattuto durante la caccia notturna. Gli elementi raccolti hanno consentito agli investigatori di ricostruire e documentare i fatti, poi segnalati alla Procura della Repubblica di Lanusei.

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