• 25 Luglio 2024
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L’affetto di un’insegnante che diventa amore materno

Madre e figlio
La straordinaria storia di un ragazzo rimasto orfano e della sua insegnante diventata poi sua madre adottiva.

Questa è una storia di amore puro, una di quelle che ti fanno conoscere dell’animo umano le sfumature più nobili. È una storia che nasce per caso, almeno apparentemente. Accade in una scuola del Nord Sardegna dove Maria, un’insegnante fresca di trasferimento, conosce la sua classe. L’inizio è uguale a tanti: incertezza e diffidenza la fanno da padrona. Lei che osserva e studia loro e loro che osservano e studiano lei. In classe c’è un piccolo ometto, bello come il sole, sguardo furbetto ma ancora acerbo nei pensieri e nei movimenti. Si chiama Alessio e tra le tante cose che ancora non sa e deve imparare ce n’è una che gli è istintivamente chiara: ha amore da donare e ha bisogno di tanto affetto. E sempre apparentemente per caso trova compagni di classe che sin da subito non sono semplici coinquilini ma saggi compagni di viaggio e guide premurose. Nessuno sa cosa ha in serbo per loro il futuro né quello prossimo né quello più lontano ma intanto insegnante e alunni iniziano insieme il cammino nel nuovo ciclo di studi. Sguardi incerti, pensieri di paura e talvolta di sconforto poi risate, divertimento, gioco e di nuovo pianti segnano il tempo che passa.

Torniamo a lui, creatura fragile in un mondo difficile. Si fa voler bene da subito. La genuinità che lo caratterizza e il dono della purezza dei sentimenti lo rendono un bambino oggetto di immediato innamoramento. I suoi abbracci che vogliono dire “sei nel mio mondo” diventano via di comunicazione e le poche parole bastano a sciogliere ogni riserva. Maria muove i suoi primi passi nella classe e Alessio con i suoi modi di fare un po’ bruschi ma puri già inizia a coltivare un piccolo orticello nel cuore dell’insegnante. Il tempo passa e quei legami di relazioni profonde che si intrecciano tra persone candide di cuore diventano sempre più significativi. Lui per i compagni e i compagni per lui. Lui per l’insegnante e l’insegnante per lui. Gli altri ci sono, e sono pure tanti e importanti, ma come in tutte le relazioni, di qualunque natura esse siano, c’è sempre chi è di più e occupa un posto speciale e chi, anche se non è di meno, occupa uno spazio che non è in prima fila. Protezione e accudimento diventano le parole d’ordine dei compagni e lui in questa rete di certezze cammina e nel mare della vita con quel salvagente nuota. Ma la vita, lo sappiamo, talvolta è perfida e subdola e spesso non conosce il tempo giusto, semmai ci fosse, per infierire sulla pelle di poveri cristiani.

All’improvviso una delle poche certezze rimaste nella vita di Alessio lo lascia per sempre. Era la sua seconda possibilità di rinascita, un seno materno nel quale rifugiarsi. Un dolore inespresso serpeggia nel suo cuore e un destino incomprensibile appesantisce quello di chi gli sta attorno. Lui, ancora una volta uccellino senza nido, trova conforto nei compagni e negli insegnanti ma soprattutto in Maria. Da tutti mille attenzioni, mille abbracci e baci ancora di più. La salita è troppo ripida e sembra che tutto sia andato perso. Lacrime amare rigano il viso di chi capisce che un destino crudele che non lascia spazio a ripensamenti si è accanito nella vita del piccolo ometto. Un altro nido rimane vuoto, il secondo. Che la vita sia spesso ingiusta tutti lo sanno ma che il livello di ingiustizia potesse eccedere non era nelle previsioni di nessuno. E invece è proprio nell’abisso più profondo della disperazione e dell’impossibile che un germoglio di desiderio materno sopito e mai rinnegato ha trovato la luce. Quel timido chiarore diventa col tempo fiamma vivida. Non c’è più buio impenetrabile né ombra. Da un cuore all’altro quel cordone ombelicale che è ossigeno, vita e rispetto ha unito due vite che erano incomplete donando loro senso di famiglia. E oggi, finalmente e non per caso, loro sono famiglia. Maria e Alessio sono madre e figlio e sono possibilità di rinascita.

Maria e Alessio sono due nomi di fantasia per raccontare una storia di bellezza vera. Il piccolo ometto affamato di coccole è un ragazzo che sta imparando a capire come funziona il mondo e che piano piano avrà a disposizione sempre più strumenti per leggerlo, quel mondo, e per capire qual è il suo posto. Aveva una possibilità infinitesimale di essere accolto e Maria è stata quella possibilità infinitesimale.

Ora lasciamo da parte le parole per cullare nel silenzio quella gioia di pensare ad una bellezza senza limiti che un amore senza confini può donarci. Grazie Maria per averne avuto la forza. E grazie Alessio perché chissà quanti doni sei stato e sarai in grado di offrire come solo le anime pure sanno fare. Per questo, non ci sarà mai il disincanto.

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