• 13 Giugno 2021
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Alghero, lunedì 17 maggio mobilitazione popolare in difesa di Punta Giglio

ALGHERO. Per lunedì 17 maggio, il Comitato Alghero per Punta Giglio ha organizzato un presidio in difesa di Punta Giglio per richiedere il blocco immediato dei lavori del progetto “Rifugio di Mare”, iniziati lo scorso marzo nelle strutture della ex Batteria SR413 situate all’interno di un sito a tutela assoluta, con vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica Natura2000, istituita dall’Unione Europea per la conservazione degli Habitat naturali e delle biodiversità.

Il progetto prevede la nascita di un Ecomuseo-Rifugio di mare con 7 stanze e circa 20 posti letto e uno spazio per la ristorazione per accogliere escursionisti e appassionati del mare. Previsto inoltre un percorso museale naturalistico e uno storico e una piscina di 18 metri. Peccato però che per fare tutto questo, spiega il comitato – così come scritto al ministro dei beni culturali Franceschini – «dovranno essere realizzati oltre 3 km lineari di scavi di condotta fognaria nel substrato di calcare mesozoico (all’interno della ZPS) e con un tratto che passerà al di sopra della Grotta Dasterru (sito di grande importanza paleo/antropologica)». Con i lavori, inoltre, «saranno compromessi i pavimenti storici della casermetta e sventrata la cisterna di raccolta delle acque». Previsti anche «scavi sotterranei per le realizzazioni di bagni e locali servizi».

L’iniziativa si svolgerà ad Alghero nella piazza di Porta Terra nel rispetto delle disposizioni anticovid per garantire la sicurezza degli organizzatori e dei partecipanti.
Dalle 10 alle 19 le attiviste e gli attivisti del comitato, saranno presenti con materiale informativo e raccolta firme per chiedere al sindaco di Alghero, e alle altre istituzioni responsabili della tutela dell’ambiente e del paesaggio, di fermare i lavori e liberare Punta Giglio. Dalle 17 in poi si terrà una discussione pubblica al quale parteciperanno rappresentanti del comitato e delle associazioni ambientaliste.

Cantiere Punta Giglio

Per l’occasione il comitato rinnova l’invito alla protesta pacifica, nonviolenta e creativa – come sta avvenendo con le lenzuola colorate fuori dalle finestre e dai balconi e con i tanti contributi artistici giunti da tutto il mondo – e prende le distanze da qualsiasi forma estrema di dissenso, azione offensiva e strumentalizzazione politica.

«La partecipazione a questa causa deve essere condotta con gli strumenti della conoscenza e guidata dal rispetto delle leggi e dalla tutela del Bene Comune – spiegano gli organizzatori –, priva di qualsiasi considerazione che non sia tratta dalla esclusiva, e obiettiva, lettura degli atti e dei documenti ufficiali.

Fin dall’inizio dei lavori a Punta Giglio, si è costituito un comitato spontaneo trasversale, per informare e sensibilizzare tutti i cittadini e promuovere insieme a loro azioni legali e pacifiche che possano servire alla causa. Al comitato hanno aderito formalmente diverse centinaia di persone. Ad oggi la petizione online ha raggiunto quasi 5.000 firme, mentre il gruppo Facebook è seguito e animato da oltre 7.000 persone che, dall’apertura ad oggi, continuano ad esprimere contrarietà al progetto, cercano di partecipare in maniera costruttiva e propositiva al dibattito, postando idee, riflessioni, ricordi, articoli, foto, disegni, poesie, critiche, richieste e suggerimenti, sulla vicenda e sulla mobilitazione.

«Occorre una mobilitazione popolare ampia che reagisca con fermezza davanti a questa inaccettabile interpretazione delle regole, fortemente irrispettosa per la nostra terra». È quello che si augura il comitato.

Foto 1: Capo Caccia visto dal sentiero di Punta Giglio (foto di Giorgia Galleri); foto 2: una volpe fuori dall’ingresso del cantiere (foto di Giovanni Salis).