• 5 Maggio 2026
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Ricordando Giuseppe Concas “Mutzigone”, poeta popolare di Bolotana

Giuseppe Concas
Ha tracciato un ideale ponte culturale per comprendere, custodire e trasmettere i fondamentali ricordi ed esperienze vissute all’interno dell’universo paesano, esaltando quotidianità e tradizioni con senso di radice e identità.

BOLOTANA | 5 maggio 2026. In tanti paesi della Sardegna è ancora forte il coltivo della tradizione poetica e il legame culturale di comunità alla forma estemporanea “a bolu” e alla composizione meditata “a taulinu”; la poesia, veicolante elemento identitario, è potente mezzo di valorizzazione-salvaguardia del patrimonio limba e del diffuso istintivo lascito di cultura orale che rappresenta una significativa parte del “bagaglio genetico” espressivo dei sardi.

A Bolotana, nel segno di tradizione del verso rimato tra l’Ottocento e il Novecento, ricordano le rappresentative figure di Bachisio Raimondo Basolu (1843-1876), di Bachisio Raimondo Carboni-Enne (1852-1935) e Costantino Longu (1904-1978), ma tantissimi hanno seguito l’eredita lirica popolare locale con vivacità e talento. Un aedo stimato e apprezzato dalla comunità del centro marghinese – per aver fatto convivere, e alimentato vicendevolmente in armoniosa creatività, la poesia cantata di immediata veloce elaborazione e quella scritta con tratto meditativo – è stato Giuseppe Concas, noto popolarmente come “Peppe Mutzigone”.

Giuseppe Concas (Bolotana, 2 settembre 1932 – 4 giugno 2024) ha rappresentato, con i suoi innumerevoli scritti, un vero e proprio sidhadu di memorie storiche collettive che documentano significativi eventi religiosi (Natale, Epifania, Pasqua e festa Santu Zuanne) e sociali (associazionismi culturali, AVIS, attività Pro Loco e Su Cuncordu); descritto in versi il mondo schietto e genuino del lavoro, con i luoghi e i suoi abitanti narrati in modo diretto e con cuore.

Da poeta, consapevole del ruolo fondamentale di testimonianza, ha tracciato un ideale ponte culturale per comprendere, custodire e trasmettere i fondamentali ricordi ed esperienze vissute all’interno dell’universo paesano, esaltando quotidianità e tradizioni con senso di radice e identità. Numerosi i compaesani che figurano protagonisti di componimenti d’occasione, caratterizzati da una ricca aneddotica rivelatrice di caratteri, condizioni sociali e spesso storicizzati nel ruolo comunitario e nell’essenziale funzione esemplare di umanità e valori. Nato nello storico rione Coronas, fucina di poeti e luogo di memorabili antiche dispute in otadas, è da considerarsi un figlio d’arte: il padre, Tziu Zuseppe, è ricordato come una “perla” dell’improvvisazione locale.

L’opera del Concas è stata raccolta e curata per la pubblicazione da Luigi Ladu –  ideatore del sito omonimo, incentrato principalmente sulla letteratura in limba e pubblicistica a carattere culturale, ora gestito con continuità dalla figlia Loredana e Danilo Pira – nel volume Versos de vida paesana; nella prefazione all’ampia raccolta lirica ne ripercorre la biografia e poetica, evidenziando la semplicità espressiva e naturalezza dell’autodidatta, legato alle forme di “legittimo improvvisatore”, capace di non stravolgere l’innato “originale modo di esprimersi”. La monumentale pubblicazione, di oltre cinquecento pagine, è da considerarsi una vera e propria “Opera omnia” dell’autore marghinese. In considerazione della vasta produzione poetica, viene da ritenere che il “poetare” – in cui concilia forma e contenuti; ossia una poesia significante e di significato – sia il suo linguaggio d’uso comune e identificativo del suo abituale discorrere, ragionare e comunicare. La capacità narrativa e di sintesi del poeta è rappresentata, in modo chiaro, dal blocco di sonetti (ben oltre gli ottanta) che chiudono l’opera con un vasto campionario di argomenti trattati. Nelle composizioni di “Peppe Mutzigone”, sviluppate con senso di memoria e rivissute con una emozione presente e partecipe, figurano soprattutto gli amici di una vita e un distintivo materiale “documentario” che garantisce la conservazione di preziose umanità.

La biografia del poeta, redatta da Luigi Ladu, evidenzia la formazione agro-pastorale e la volontà di “sperimentare diverse possibilità nel mondo del lavoro”; esperienze che lo portarono a maturare come operaio dipendente e successivamente sviluppare attività di piccolo imprenditore e autotrasportatore. Inoltre, “è stato tra i fondatori dell’Associazione Cacciatori di Bolotana, impegno che ha voluto, fosse dedicato, maggiormente alla salvaguardia della selvaggina e al riguardo dell’ambiente”.

Cristoforo Puddu

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