Fonni, con la tecnica del “falso maresciallo” tentano di truffare la titolare di un B&B
La donna non è caduta nel raggiro e ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri.
FONNI | 4 maggio 2026. Anche grazie alla costante attività di sensibilizzazione promossa nel territorio dall’Arma dei Carabinieri contro le truffe, la titolare di un bed and breakfast di Fonni è uscita indenne da un tentativo di raggiro, orchestrato da malviventi con la tecnica del “falso maresciallo”.
La donna è stata contattata telefonicamente da una sedicente marescialla, Laura Ambrosini, che si è presentata come appartenente ai Carabinieri di Milano. L’interlocutrice ha richiesto la disponibilità per un soggiorno di sette notti destinato a quattro militari impegnati in attività di servizio in un comune della Barbagia. Dopo aver concordato un preventivo di 1.400 euro, la titolare ha fornito le coordinate bancarie per il pagamento.
L’indomani, tuttavia, è arrivata una seconda telefonata da un numero fisso apparentemente riconducibile a un Comando Stazione Carabinieri di Milano, effetto ottenuto tramite la tecnica del “Caller ID Spoofing”, che permette di camuffare il numero chiamante. In questa occasione, un secondo complice, presentatosi come “maresciallo Gabriele Simeone”, ha riferito di un errore nel bonifico, sostenendo che la collega aveva accreditato per sbaglio 2.800 euro (il doppio della cifra pattuita). Da qui la richiesta, avanzata con urgenza, di restituire la differenza.
Nonostante la pressione psicologica e l’apparente autorevolezza dell’interlocutore, la titolare della struttura, memore dei numerosi appelli alla prudenza diffusi dall’Arma nelle parrocchie, nei centri anziani e attraverso la stampa, ha capito di essere di fronte a un raggiro. Quindi, senza effettuare alcun movimento bancario, si è rivolta ai Carabinieri per sporgere denuncia, mettendo fine al tentativo di truffa.
I militari del Comando provinciale di Nuoro, nel sottolineare l’importanza di «non assecondare mai richieste di denaro o transazioni d’urgenza telefoniche», ricordano che «nessun appartenente alle Forze dell’ordine richiede pagamenti o rimborsi tramite bonifici, ricariche di carte prepagate o passaggi di contanti». In caso di dubbio, l’invito è sempre quello di interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112.
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