Baby gang a Sassari, nei guai 2 minorenni per rapine e tentate estorsioni

Secondo le indagini dei carabinieri avrebbero sottratto a due coetanei un cappellino e un paio di scarpe da tennis, cercando in un caso di ottenere del denaro alla vittima. Coinvolti nelle azioni anche due minori di 14 anni.
SASSARI | 3 aprile 2026. Giro di vite dei Carabinieri contro il fenomeno delle baby gang a Sassari. I militari della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due studenti minorenni, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso, tentata estorsione aggravata in concorso, violenza privata e minaccia, reati commessi ai danni di altri coetanei.
Il provvedimento, emesso dall’Ufficio Gip del Tribunale per i Minorenni del capoluogo, deriva da un’indagine condotta dagli uomini dell’Arma, relativa alla rapina avvenuta lo scorso 22 febbraio in via Manno. In quell’occasione, vicino a una fermata dell’autobus, i due ragazzi indagati avrebbero, senza apparente motivo, sottratto con la forza e sotto minaccia un cappellino di una nota marca a un giovane della loro stessa età.
Dai successivi approfondimenti investigativi, i militari hanno poi accertato l’esistenza e l’operatività di una vera e propria baby gang «capace di mortificare numerosi coetanei». Dalle diverse testimonianze raccolte e dall’analisi delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza di diversi mezzi di trasporto, si è infatti scoperto che i due già lo scorso 9 gennaio si erano resi protagonisti di un analogo episodio. Da quanto accertato, a bordo di un autobus in via Tavolara, avrebbero tentato di estorcere del denaro a un altro ragazzo e, non riuscendo nell’intento, gli avevano sottratto le scarpe da ginnastica provando inutilmente a venderle ad altri giovani. Ma non solo: avrebbero cercato anche di privarlo del giubbino, impossessandosi infine di una scatola di cioccolatini. Dalle indagini è emerso inoltre che tutte le condotte sarebbero state compiute in concorso con altri due ragazzi, entrambi minori di 14 anni e pertanto non imputabili.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Sassari, uno dei due ragazzi indagati è stato condotto in una comunità per minori con obbligo di permanenza nella struttura e l’inserimento in un percorso educativo, mentre l’altro è stato sottoposto alla misura della permanenza domiciliare.
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