• 23 Giugno 2021
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Bando indigenti, Coldiretti Sardegna: ossigeno per l’economia e aiuto per le famiglie

Il bando indigenti prevede la donazione alle famiglie in difficoltà economica di pane e formaggio prodotti da aziende sarde.


Al via il bando di economia circolare per gli indigenti promosso da Coldiretti Sardegna, che prevede la donazione di pane e formaggio prodotti dalle aziende sarde alle famiglie in difficoltà economica con un ritorno economico anche per chi produce. L’assessorato all’Agricoltura ha infatti pubblicato l’avviso, che rimarrà aperto fino al 31 dicembre 2021, per la presentazione delle manifestazione di interesse da parte delle aziende che producono e vendono prodotti tipici della panificazione a lunga conservazione; formaggi ovini, caprini e vaccini, escluso il pecorino romano.

Per l’iniziativa la Regione ha stanziato 6 milioni di euro (cinque per i formaggi ed uno per il pane). I caseifici, contestualmente alla presentazione della manifestazione di interesse, dovranno comunicare l’entità delle giacenze disponibili ed il quantitativo di latte lavorato nella campagna 2019-2020. La manifestazione di interesse servirà per stilare un elenco di imprese potenzialmente interessate ad aderire al programma di interventi, la cui attuazione è rimessa ai singoli Comuni, garantendo in questo modo la massima diffusione e la partecipazione del maggior numero di aziende.

La domanda dovrà essere presentata tramite pec all’Assessorato dell’Agricoltura (agricoltura@pec.regione.sardegna.it). L’elenco rimane sempre aperto sino a tutto il 2021, pertanto le manifestazioni di interesse potranno pervenire sino al 31.12.2021. La Regione si riserva di interrompere anticipatamente l’aggiornamento a fronte della conclusione degli interventi o per ragioni di interesse pubblico. Le domande potranno essere presentate (salvo nuove disposizioni) per tutto il 2021, ma al 30esimo giorno dall’avviso sarà pubblicato un primo elenco delle aziende.

Ceramiche Farina

I prodotti saranno consegnati, attraverso un voucher, alle famiglie sarde indigenti che presenteranno domanda al proprio Comune. Le risorse sono assegnate a quest’ultimi secondo questi criteri: 30% in parti uguali; 35% in proporzione alla popolazione; 35% in proporzione al tasso di indigenza secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili.

«Grazie alla regione abbiamo un bando ad economia circolare che segna l’inizio di un nuovo metodo anche negli interventi, in quanto fa rete andando incontro alle esigenze sia delle famiglie indigenti sarde cresciute esponenzialmente durante la pandemia che delle aziende – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu che aveva presentato circa un anno fa la proposta alla Regione –, interventi sardi per i sardi senza sprecare un euro».

Questo bando infatti, cambia la rotta rispetto ai tradizionali interventi sul settore che vedeva l’acquisto di Pecorino romano da destinare alle famiglie indigenti, ma non solo sarde. In questo modo si crea un circolo virtuoso in cui i denari investiti a favore di un settore economico sardo rimangono in Sardegna sotto forma di formaggio made in Sardinia destinato alle famiglie indigenti.

La proposta di Coldiretti Sardegna è nata da una parte per venire incontro appunto alle famiglie in difficoltà economica e dall’altra al settore lattiero caseario che a causa del lockdown e la chiusura dei canali Horeca ha visto crollare la vendita dei formaggi molli e a bassa stagionatura con la conseguente scelta dei caseifici di aumentare la produzione del Pecorino romano (stagionato e a lunga conservazione).

La conseguenza – secondo Coldiretti – è quelle di penalizzare soprattutto i caseifici che hanno saputo diversificare e allo stesso tempo ci potrebbe essere il rischio di congestionare il mercato del Romano, nonostante la crescita delle vendite.

«È una occasione da non perdere – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba –. Questo bando è infatti un segnale importante anche per i caseifici e per il mercato. L’auspicio è che anche il sistema della trasformazione ne colga l’importanza indirizzando il latte verso la produzione di pecorini diversi dal Romano, riuscendo a dare a questo intervento, che potrebbe inaugurare una nuova stagione virtuosa, il vero valore con risultati concreti a favore di tutta la filiera».

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