• 5 Marzo 2024
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Beniamino Zuncheddu assolto dopo quasi 33 anni di carcere

Beniamino Zuncheddu
«Per me è la fine di un incubo» ha detto l’ex allevatore di Burcei dopo la lettura della sentenza.

ROMA. Nel corso del processo di revisione, i giudici della Corte d’Appello di Roma ieri, venerdì 26 gennaio, hanno emesso la sentenza di assoluzione per Beniamino Zuncheddu (59 anni), l’ex allevatore di Burcei, condannato all’ergastolo per la strage di Sinnai dell’8 gennaio 1991, in cui furono uccise tre persone, Gesuino Fadda (56 anni), suo figlio Giuseppe (di 24 anni), proprietari di un ovile, e il loro dipendente Ignazio Pusceddu (55 anni). Nell’agguato rimase ferito il genero 29enne di Fadda, Luigi Pinna, unico testimone dell’eccidio, e principale accusatore di Zuncheddu.

La decisione della Corte d’Appello è arrivata dopo alcune ore di camera di consiglio, durante le quali i giudici hanno revocato la condanna all’ergastolo con la formula “per non avere commesso il fatto“. La svolta è stata la ritrattazione della testimonianza di Pinna, il quale ha rivelando che prima del riconoscimento dei sospettati, l’agente di polizia che conduceva le indagini gli mostrò la foto di Zuncheddu, indicandolo come colpevole della strage. Cosa che lui confermò durante il successivo processo.

La lettura della sentenza è stata seguita attentamente da Zuncheddu in aula, al termine della quale ha espresso la sua gioia ed emozione dichiarando: «Per me è la fine di un incubo». Dopo quasi 33 anni di carcere, dunque, l’ex allevatore torna libero. La notizia è stata accolta con felicità e commozione da tutta la Sardegna.

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