• 22 Maggio 2022
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Il Circolo Su Nuraghe rinnova il rito de “Su fogarone” ad Alessandria

Su fogarone Circolo Su Nuraghe Alessandria

Il Circolo Su Nuraghe rinnova il rito de “Su fogarone” ad Alessandria, in Piemonte. Il falò di Sant’Antonio Abate è una delle feste più sentite in Sardegna. È una ricorrenza antichissima che affonda nella notte dei tempi unendo devozione cristiana ad ancestrali riti pagani. Dedicato al Santo che la leggenda vuole abbia rubato il fuoco dall’inferno per donarlo agli uomini, il grande fuoco assume nomi diversi nei diversi paesi dell’Isola: Sas Tuvas, Sas Frascas, Sos Focos, Su Fogarone, Su Romasinu. Per i sardi di Alessandria è “Su fogarone”. Uniti nel circolo “Su Nuraghe” essi vogliono  rispettare la tradizionale ricorrenza ripetendo i riti propiziatori praticati nell’isola a significare che il legame  con le proprie radici è sempre più vivo.

In ossequio alle  norme anti Covid la manifestazione, già programmata per il 17 gennaio, è stata rimandata ad oggi 5 febbraio. «Il rito si celebrerà nel cortile della sede sociale del circolo Su Nuraghe alle ore 18.30 – comunica il presidente Sebastiano Tettei –, seguendo le procedure della tradizione. Il divampare del fuoco sarà  preceduto dalla benedizione officiata dal parroco Don Egidio Deiana che presta il suo servizio presso la chiesa di San Giuseppe artigiano nel rione Cristo. Le fiamme che successivamente si leveranno al cielo rappresenteranno le preghiere per propiziare un anno migliore sotto ogni aspetto. Come d’uso nei nostri paesi intorno a “Su fogarone” si farà festa».

Francesca Rotta con altre giovani del coordinamento Giovani del circolo si esibirà con spettacolari giochi del fuoco. L’esibizione sarà accompagnata da segni di festa, canti tradizionali, buon vino  e cibi speciali preparati, secondo le antiche usanze, per la ricorrenza. Rinnovando gesti vissuti nel proprio paese, quando il fuoco si consumerà, molti prenderanno con le mani i tizzoni neri di fuliggine e segneranno una croce nella fronte del vicino, in segno di buonaugurio.

Nel rispetto della normativa antiepidemica non si potrà ballare ma non mancheranno l’allegria e i canti. Gli animi saranno allietati dalla travolgente musica di Tiziana Grassano. Alle ore 19.30 tutti a tavola a gustare il piatto tipico della Sardegna centrale: fae e lardu. All’insegna della continuità con le proprie origini e dell’ottimismo, questa è una serata a cui nessuno può rinunciare.

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