• 27 Maggio 2024
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“Clochard”, online il secondo brano dei Bonayres tratto dall’album Xilema

Bonayres Ozieri
Il testo, scritto dalla poetessa ozierese Tetta Becciu, mette in luce la voce lirica di Antonio Porcu tra percussioni e batteria, arpeggio di chitarra e lunghe note di flauto.

OZIERI. È stato rilasciato sulle piattaforme online il secondo brano dell’album Xilema dei Bonayres, presentato con ottimo successo venerdì scorso nei giardini del Cantaro ad Ozieri. Si intitola Clochard, e segue una linea diversa rispetto al precedente Pedra. Intanto la voce passa ad Antonio Porcu che forte della formazione lirica, s’impone in modo autorevole e resta bene in evidenza su una struttura musicale impostata su due cambi di ritmo. La parte centrale veloce, sostenuta da percussioni e batteria, ricorda le lunghe jam sessions anni Settanta e s’innesta tra due parti più lente con arpeggio di chitarra e lunghe note di flauto che riportano invece alle atmosfere latine create nel primo album.

Il testo è della poetessa ozierese Tetta Becciu che scrive sin dal 1993 e ha partecipato a vari Concorsi letterari in Sardegna e nel resto d’Italia conseguendo numerosi riconoscimenti come il primo premio assoluto al Concorso Internazionale di lingua sarda a Milano e il primo premio per la poesia dialettale al Concorso Nazionale di letteratura di Avellino. Le sue poesie sono sempre in “limba sarda logudorese” e sono pubblicate nelle migliori antologie dei premi letterari e nelle riviste del settore. Membro di giuria in vari concorsi, ha collaborato con l’Università Cattolica di Madrid e l’Università di Berlino, traduce in sardo-logudorese due commedie di Eduardo de Filippo “Filumena Marturano” e “Natale in casa Cupiello” e dallo spagnolo la commedia “L’estanguera de Vallecas” di Luis Alonso de Santos e di Federico Garcia Lorca la commedia drammatica “La casa di Bernarda Alba”.

CLOCHARD. Varie e multiformi sono le difficoltà della vita che portano l’essere umano ad estraniarsi e rifiutare le convenzioni della cosiddetta società civile. Il protagonista della composizione di Tetta Becciu si può definire diverso, si distingue dallo stereotipo con cui siamo abituati a classificarli, per lui la sorte che il destino gli ha donato è un punto di arrivo, un porto sicuro, dalla sua posizione privilegiata la sua figura si erge a giudice di una società confusa e disorientata e la sentenza è racchiusa nella frase “un tempo ero come loro”.

In s’oru e sa notte, a lugore e luna isetto
Sas pantasimas de su sonnu
In custu furriadolzu de cartone e istrazzos
In coa a istellas assoladas, m’ingaleno istraccu
E ivoligo s’alzola de sos pessamentos
Ma su entu che los trazad’ che pumas
In terighinos de pedra
S’umbra ’e una nue, rascinad’in su coro
Iscurighende ogn’istella
E in sa carrela sa zente, a conca bascia cabulada
Ticchirios de mudesa no intendet
Abbazzinada dae mulinettes de neula
E dae peraulas chenz’anima
Unu tempus fia che a issa
Como in caminos de mudesa, m’abbrazzo a su deinu
E isfafaruzo pane a sos puzones’ che i su tempus sa vida.

Il gruppo dei Bonayres, nato a Ozieri nel 2016, è composto da Giuseppe Salis (chitarra e composizione), Piermario Tedde (basso e composizione), Marcellino Grillo (flauti e harmonioum indiano), Antonello Muscas (batteria), Antonello Mura (pianoforte), Antonio Porcu (voce), Laura Mulas (voce) e Piermario Costanza (percussioni).

Leggi anche: Ozieri. I Bonayres omaggiano la poesia con il nuovo album “Xilema”

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