• 27 Febbraio 2021
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Logudorolive

Cocco e Lai (LeU): «Garantire il medico di base a tutti i comuni sardi»

Presentata una mozione a firma dei consiglieri Cocco e Lai per sollecitare il Presidente della Regione Solinas e l’Assessore alla Sanità Nieddu «ad intervenire con la massima celerità per garantire a tutti i comuni sardi la presenza del medico di base».

Ormai da più parti della Sardegna si lamenta la carenza, o addirittura l’assenza, dei medici di medicina generale. Un problema diventato ormai endemico che richiede un intervento politico tempestivo per dare risposte specialmente ai piccoli comuni delle zone interne e disagiate dell’Isola. Nei giorni scorsi forte si è levato il malcontento di alcuni sindaci, sugli scudi e pronti a manifestare per difendere il diritto alla salute dei propri concittadini. Come ad esempio a Nule, Benetutti e Oniferi, dove nei giorni scorsi, la sindaca di quest’ultimo comune ha provocatoriamente emesso un’ordinanza che vieta di ammalarsi per mancanza del medico di base.

Sull’argomento, lo scorso 2 febbraio, i consiglieri regionali di LeU Sardigna Daniele Cocco ed Eugenio Lai hanno presentato una mozione che sollecita il Presidente della Regione Solinas e l’Assessore alla Sanità Nieddu «ad intervenire con la massima celerità per garantire a tutti i comuni sardi la presenza del medico di base, tenendo conto che i parametri in queste zone così disagiate non possono essere solo il numero dei pazienti, ma anche e soprattutto l’interesse generale di tenere vive le comunità delle zone interne».

Tra le altre richieste a Solinas e Nieddu quella di sollecitare l’ATS ad accelerare le procedure per le pubblicazioni delle sedi vacanti dal 2015 fino a oggi e di dare attuazione alle disposizioni cui al punto 8.1 dell’Accordo regionale per la Medicina generale del 29 luglio 2009 – “Rapporto ottimale assistenza primaria e zone disagiate”, con il riconoscimento delle zone disagiate o disagiatissime, allo scopo di incentivare economicamente e promuovere l’arrivo dei medici di base, a garanzia della continuità assistenziale e del “diritto di accesso alle cure” per tutti i cittadini della Sardegna».

«In Sardegna – hanno spiegato Cocco e Lai – i medici di famiglia dovrebbero essere 1.200, ma ci sono centinaia di posti vacanti non assegnati. Entro due anni oltre 300 medici, al compimento dei 70 anni, andranno in pensione, lasciando, in caso di mancata sostituzione, circa 350 mila sardi senza il loro medico di fiducia».

«Una situazione – continuano i due Consiglieri di LeU – che accresce i problemi della sanità territoriale già drammaticamente provata dagli effetti della pandemia in atto, privando intere comunità dell’assistenza sanitaria più elementare e costringendo le popolazioni ad una vera e propria odissea per una qualsiasi visita o un semplice esame. La mancanza di un medico di base in pianta stabile – rimarcano Cocco e Lai – non garantisce un’assistenza medica, genera sulle popolazioni residenti ulteriori sofferenze ed aggrava una situazione insostenibile dal punto di vista sanitario, sino a diventare una delle cause dello spopolamento delle zone interne».