• 23 Giugno 2021
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Come ho vissuto la Dad… la testimonianza di 4 studenti dell’“Armando Diaz” di Olbia

“Come ho vissuto la DAD…”. Riceviamo e pubblichiamo le testimonianze di 4 studenti della 3G della scuola secondaria di primo grado “Armando Diaz” di Olbia (distaccamento di Isticadeddu) su come hanno percepito in queste ultime settimane l’esperienza della Didattica a distanza, resasi necessaria per arginare la diffusione del Covid. Stati d’animo, emozioni e privazioni che Pietro, Emanuele, Cristiano e Francesco hanno deciso di condividere con i lettori di Logudorolive, e sotto la supervisione della prof Pier Anna Mutzu, per dare risalto agli aspetti negativi e positivi di una modalità di studio che, nel bene e nel male, resterà scolpita per sempre nella loro memoria.

Seguire le lezioni da uno schermo non è stato poi così facile.

Quando ho saputo che anche quest’anno, per almeno due settimane, avrei dovuto frequentare le lezioni in DAD sono rimasto spiazzato e non ci volevo credere! I primi giorni in didattica a distanza sembravano più facili: mi potevo svegliare più tardi e durante le pause da 15 minuti potevo girare per casa, mangiare quello che volevo, riposarmi o passare il tempo in modo diverso rispetto a come lo avrei passato a scuola.

In realtà seguire le lezioni da dietro uno schermo non è stato poi così facile perché non avere vicini i compagni e gli insegnanti mi ha fatto sentire isolato e meno coinvolto e spesso nessuno se ne accorgeva, forse neppure io.

Dopo un paio di giorni mi mancava poter andare a scuola a piedi con i miei amici e compagni di classe. Anche se la mattina presto c’è freddo e siamo assonnati, è bello poter scambiare qualche battuta durante il tragitto casa-scuola e una volta in classe scherzare e chiacchierare durante i cambi dell’ora. È vero che dobbiamo sempre rispettare le restrizioni anti Covid ma trascorrere del tempo con i miei compagni, anche se a dovuta distanza, mi fa star bene. Sembrerà strano, mi mancava perfino dovermi trattenere dal mangiare la merenda prima della ricreazione.

Inoltre durante la didattica a distanza i miei fratelli più piccoli si preparavano per andare a scuola e prima di uscire urlavano e giocavano, rendendomi più difficile mantenere la concentrazione. Se devo dire la verità provavo anche un po’ d’invidia nei loro confronti.

Per fortuna le settimane di DAD sono rimaste due e non abbiamo dovuto rivivere l’esperienza senza fine dell’anno scorso.

Pietro Cilliano


Inizialmente eravamo contenti, ma poi…

Il 9 Marzo 2020 ci siamo ritrovati chiusi in casa per via dell’arrivo in Italia del COVID-19. Dopo più di un anno non è cambiato nulla, anzi, la situazione sembra peggiorata. Per via del lockdown gli studenti di qualsiasi età si sono ritrovati a seguire le lezioni in DAD, che fossero registrate o dal vivo. Inizialmente eravamo contenti, pensavamo che sarebbe stata come una vacanza e poi di nuovo tutti a scuola. Ma così non è stato.

Io penso che ci siano sia dei lati positivi che negativi, come tutte le cose d’altronde. I lati positivi sono sicuramente la meno pesantezza delle lezioni, il concedersi qualche minuto di sonno in più, le pause durante le lezioni dove puoi fare praticamente ciò che vuoi, essendo a casa tua.

Ci sono però anche molti lati negativi come le lezioni più monotone, perché attraverso uno schermo nulla è più come prima, poi dover stare al computer per tante ore, che fa male soprattutto a chi non è abituato. Ma l’aspetto che manca di più è non poter interagire con i tuoi compagni, perdendo così tutti i momenti belli che invece sono frequenti in presenza. Nonostante tutto trovo che sia necessario usufruire della DAD, per poter poi uscire da questa situazione e tornare a scuola a goderci gli anni, a detta di molti, migliori della nostra vita.

Emanuele Mura


La Dad non è da considerare un’esperienza totalmente negativa.

La DAD (didattica a distanza) è stata adottata dal governo italiano in tempo di pandemia per permettere a noi ragazzi di seguire le lezioni, registrate o dal vivo, e continuare quindi a studiare proseguendo l’anno scolastico ognuno da casa propria. Per me è stato un problema fin da subito dovermi abituare a rimanere ore e ore davanti a un computer cercando di imparare nozioni qua e là. Non è stato facile abituarsi perché a casa nostra sono presenti ovunque fonti di distrazione.

I professori non hanno mai la certezza che tu stia seguendo e ammetto che, per riuscire a farlo, ci vuole una grandissima forza di volontà. I problemi della DAD non sono solo questi. Ci sono molte famiglie che non si possono permettere un computer, una wifi oppure una webcam. Il che rende la DAD, per alcuni alunni, una pessima esperienza. In realtà ci sono anche aspetti positivi. Il primo sicuramente è riuscire a conciliare la scuola (lezione dalle 8.00 alle 8.45) ai propri hobby (dalle 8.45 alle 9.00), come fare due tiri con il pallone, una partita alla playstation o addirittura una chiamata a chi ti è caro.

Un altro aspetto positivo della DAD è che utilizzare il computer per così tante ore e svolgere numerose attività permette inevitabilmente di acquisire nuove competenze per niente banali come scrivere un documento word, creare un PowerPoint e tanto altro.

In conclusione ritengo che la dad non sia da considerare un’esperienza totalmente negativa anche se socializzare con gli amici in presenza non è minimamente paragonabile a stare davanti a uno schermo. E il momento in cui potremo socializzare liberamente senza mascherine e distanziamento dentro e fuori dall’aula arriverà, ne sono certo. Bisogna soltanto essere pazienti e anche responsabili nel seguire le norme di sicurezza contro il COVID-19. Non sarà facile, ma prima o poi torneremo a abbracciarci e passare momenti indimenticabili insieme.

Cristiano Corrias


Abbiamo un forte bisogno di socializzare.

Sicuramente il periodo di lockdown è stato difficile per tutti noi, nel bene e nel male ha cambiato le nostre abitudini.

Anziani, precari del mondo del lavoro, donne e mamme sono tra le principali vittime di questa situazione; anche noi giovani, però, ne stiamo risentendo molto. Abbiamo un forte bisogno di socializzare, di stare con i nostri amici, che sono una parte fondamentale della nostra vita.

Da un anno a questa parte le occasioni di incontro sono meno spontanee, tutto va programmato, tutto va organizzato nel rispetto delle regole e tutto questo esaspera la nostra sete di libertà. Penso ai molti miei coetanei che vivono in grandi città, dove tutto sembra essere più complicato, dove gli spazi, in questo contesto, sembrano non favorire la socializzazione.

Io mi devo ritenere fortunato, vivo in una piccola città, circondato dai miei amici e da spazi verdi, dove possiamo incontrarci serenamente (nel rispetto delle regole). Una cosa però ci accomuna tutti, l’esperienza della didattica a distanza, la tanto famosa DAD!

Mai avrei pensato che anche in quest’anno scolastico ci saremmo ritrovati in DAD.

Questa situazione mi spaventava, l’esperienza passata non era stata molto positiva. Forse non eravamo abituati, forse è stato tutto troppo veloce; era difficile comunicare, interagire, esprimere i propri sentimenti e io mi sentivo isolato.

L’esperienza di quest’anno invece è stata tutto sommato positiva, vuoi perché eravamo pronti, vuoi perché l’abbiamo vissuta per poche settimane, vuoi perché i professori l’hanno resa più coinvolgente e la loro presenza mi è sembrata essere più costante e vicina.

Nonostante questo durante la DAD siamo stati meno partecipi, ci è mancato il rapporto diretto con compagni e professori: le battute, le risate, gli episodi divertenti, che ci fanno ridere per settimane e, nonostante tutto, anche le continue sgridate dei professori! E ancora ciò che precede e segue le lezioni, l’incontro puntuale, tutte le mattine, sotto casa con i compagni, la frenesia del mattino e la fretta di arrivare a scuola, la calma e la serenità nel tornare a casa, stanchi e soddisfatti della giornata; la spensieratezza che ci fa godere il momento!

Francesco Lo Faro

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