• 25 Settembre 2021
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Covid, in Sardegna dati preoccupanti: il monitoraggio della Fondazione GIMBE

Covid-19 in Sardegna

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 18-24 agosto, rileva in Italia un lieve aumento dei nuovi casi Covid (+4,3%) rispetto alla precedente. Continuano a salire i pazienti ricoverati in area medica (564 +16,2%) e nelle terapie intensive (81 +19,1%) e aumentano anche i decessi (345 +45,6%). Sul fronte campagna vaccinale il numero di somministrazioni nell’ultima settimana si è fermata a quota 223 mila dosi al giorno, con un crollo nel mese di agosto del 66,5%. Si conferma l’esitazione vaccinale degli over 50 di cui ancora 3,5 milioni mancano all’appello dell’immunizzazione, mentre crescono i tassi di coperture dei più giovani.

In Sardegna, nello stesso periodo preso in esame, si è invece registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 3,5% rispetto alla settimana precedente. Attualmente i positivi per 100mila abitanti sono 483, ma con un -3,8% rispetto all’antecedente rilevazione. In questo quadro la Città Metropolitana di Cagliari e il Sud Sardegna rientrano tra le 13 province con più di 150 casi per 100mila abitanti: Cagliari 239, Sud Sardegna 167. Va meglio nelle altre province sarde: Oristano 99, Nuoro 97 e Sassari 83. Sul fronte ospedaliero, i posti letto occupati in area medica sono al 14%, mentre quelli in terapia intensiva sono all’11%, un punto sopra la soglia di saturazione.

Per quanto riguarda la somministrazione dei vaccini in Sardegna, si attesta al 60,5% (media Italia 61,9%) la popolazione che ha completato il ciclo, all’11,3% (media Italia 8,6%) quella solo con la prima dose. Gli over 50 ancora non ancora vaccinati sono il 14,2% (media Italia 12,9%), percentuale che sale al 39% nella fascia di età tra i 12 e i 19 anni (media Italia 46,9%).

Ottica Muscas

Le proposte della Fondazione Gimbe


«Con l’imminente ripresa delle attività lavorative e scolastiche – spiega il presidente Nino Cartabellotta – la Fondazione GIMBE propone una revisione delle dinamiche della circolazione del SARS-CoV-2, dell’impatto della COVID-19 sugli ospedali e delle strategie da mettere in campo nei prossimi mesi per mitigare gli effetti della pandemia e scongiurare possibili chiusure». In sintesi:

  • Circolazione del SARS-CoV-2. La diffusione della variante delta ha determinato un incremento dei contagi che, pur sottostimati dall’insufficiente attività di testing & tracing, al momento risultano stabili. Inoltre, in una fase epidemica caratterizzata dall’esplosione di focolai, la circolazione virale determina improvvise variazioni che ripropongono la necessità di restrizioni locali finalizzate a circoscrivere il contagio. Infine, considerata la notevole contagiosità della variante delta, con l’inizio della stagione autunnale, la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative è cruciale tenere sempre alta l’attenzione sui comportamenti individuali specialmente in ambiente chiusi.
  • Impatto della COVID-19. Il progressivo incremento dei contagi ha determinato in 40 giorni un netto aumento dei ricoveri in area medica (+271%) e in terapia intensiva (+234%), con notevoli differenze regionali condizionate sia dalla circolazione del virus sia dalla copertura vaccinale con ciclo completo della popolazione, in particolare di over 50 e fragili: la vaccinazione di tutte le fasce di età rimane pertanto fondamentale per arginare l’impatto della COVID-19.
  • Disponibilità vaccini. Tra dosi attualmente “in frigo” e forniture annunciate entro la fine del mese potremo contare su 10 milioni di dosi di vaccini a mRna, una disponibilità sufficiente a riprendere le somministrazioni al ritmo precedente al crollo di agosto.
  • Somministrazione vaccini. Persiste l’esitazione vaccinale degli over 50 e, viste le difficoltà ad attuare una strategia di chiamata attiva, l’obbligo vaccinale rimane l’ultima possibilità. Riguardo la fascia 12-19, non è realistico l’obiettivo di coprire con il ciclo completo il 60-65% prima dell’inizio dell’anno scolastico, visto che il 46,9% (n. 2.137.396) non ha ancora ricevuto nemmeno una dose e il 23,9% (n. 1.091.097) solo la prima, con marcate differenze regionali (figura 16).
  • Terza dose. Ad oggi mancano robuste evidenze per definire indicazioni, tempi e modalità di somministrazione, ma esistono tre ragionevoli certezze: innanzitutto, in assenza di test affidabili, i potenziali candidati possono essere individuati solo sulla base del rischio individuale nelle persone più a rischio di malattia severa (over 80, ospiti RSA, immunodepressi, trapiantati e pazienti molto fragili) e negli operatori sanitari, maggiormente esposti al rischio di infezione; l’efficacia del ciclo completo nei confronti di infezione e malattia sintomatica sembra progressivamente ridursi, ma rimane elevata nei confronti di malattia grave e decesso; infine, indipendentemente dal parere del CTS, la somministrazione di una terza dose deve essere approvata dalle autorità regolatorie.
  • Green pass. L’eventuale decisione di estenderne la validità a 12 mesi per le persone vaccinate o guarite non è ad oggi sostenuta da evidenze scientifiche, che al contrario iniziano a dimostrare una riduzione degli effetti della copertura vaccinale a partire dal 6° mese, in particolare negli anziani e nei soggetti fragili. Un’eventuale estensione risponderebbe dunque solo all’esigenza di coprire il “buco temporale” in attesa delle decisioni delle autorità regolatorie sulla somministrazione della terza dose.
  • Scuole. Se il Governo si è impegnato a riaprire le scuole in presenza al 100%, le misure approvate con il DL 111/2021 non contengono rilevanti cambiamenti, a fronte di una variante del virus molto più contagiosa. Le numerose criticità che lo scorso anno scolastico hanno ostacolato, se non reso impossibile, lo svolgimento delle lezioni in presenza non sono state finora affrontate in modo risolutivo. Non esiste alcuna rendicontazione pubblica su come siano stati impiegati i 150 milioni del decreto Sostegni (es. idonea areazione e ventilazione dei locali, distanziamento fisico, etc.); mentre i 350 milioni del Decreto Sostegni bis destinati a varie misure tra cui dispositivi di protezione individuale e riprogettazione spazi ad oggi sono stati ripartiti tra le scuole solo sulla carta. Sul fronte trasporti, al di là di generiche indicazioni sullo scaglionamento degli orari di ingresso, spunta solo la figura del mobility manager per predisporre gli spostamenti casa-scuola-casa di personale scolastico e alunni. Non è previsto lo screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico. Unica novità è l’obbligo del green pass per il personale scolastico, non esteso agli studenti over 12 per i quali si punta, con un rischio poco “ragionato”, esclusivamente sulla copertura vaccinale.