• 27 Febbraio 2026
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Decreto energia, preoccupazione della Uil per le sorti della centrale a biomasse di Serramanna

Biomasse Serramanna 2
Il sindacato: «A rischio centinaia di posti di lavoro e buste paga in tutta la Sardegna».

CAGLIARI | 27 febbraio 2026. «Lo sconto sulle bollette previsto dal Decreto energia è solo uno specchietto per le allodole, si tratta di pochi euro che non incideranno sul budget delle famiglie ma che danneggeranno definitivamente le aziende come la nostra che producono energia dalle biomasse e che beneficiavano dei prezzi minimi garantiti». La Uilm Sardegna ribadisce la preoccupazione sulla sorte della centrale a biomasse di Serramanna (Sardinia Bio Energy) se il governo dovesse convertire in legge il decreto energia con l’attuale impostazione.

«Metterebbe a rischio il futuro dell’azienda – evidenzia il sindacato – la modifica del prezzo minimo garantito dell’energia è già una mannaia e arriva dopo che la società, visti gli accordi presi, ha già avviato interventi importanti: è in corso infatti una fermata programmata che era stata definita la scorsa estate proprio in virtù di un quadro di riferimento che veniva considerato stabile e affidabile. Ma adesso tutto è cambiato». Se il decreto energia venisse convertito in legge senza modifiche, denuncia la Uilm Sardegna «metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro e buste paga in tutta la Sardegna». E il sindacato si interroga? «Non riusciamo a capire il perché di questo cambio di rotta – sottolinea – ci viene da pensare che si vogliono favorire altre forme di energia come l’eolico, danneggiando chi, ormai è scientificamente riconosciuto, fornisce solo in Sardegna il 10 per cento dell’energia».

La conferma arriva dal progetto RSE – Università di Cagliari sulla valorizzazione delle biomasse residuali presentato la settimana scorsa nella facoltà di Ingegneria alla presenza di rappresentanti di MASE e Regione. “Il messaggio lanciato è stato chiarissimo – ribadisce la Uilm – le biomasse residuali valgono circa il 10% dell’energia consumata in Sardegna e sono una leva che tiene insieme sviluppo socioeconomico e tutela ambientale, filiere operative e riduzione della dipendenza dai fossili”.

“Se oggi il mondo scientifico certifica che le biomasse residuali sono già una quota strutturale del sistema energetico sardo – prosegue la Uilm – non è possibile costruire norme che aumentano l’instabilità proprio sulle rinnovabili programmabili. La transizione non si fa per slogan: si fa garantendo continuità industriale e lavoro”. Il sindacato, dopo la lettera inviata la scorsa settimana ai parlamentari, richiama l’attenzione delle istituzioni e della classe politica affinché il decreto energia venga modificato. In particolare chiede: “Correzione-stop delle norme che producono déclage o azzeramenti tali da rendere economicamente insostenibili impianti in esercizio e occupazione – sottolinea – l’apertura immediata di un tavolo con MASE, Regione Sardegna, parti sociali e operatori per fissare regole certe e garantire la stabilità del lavoro”.

“Il futuro di tante famiglie è in pericolo – conclude la Uilm Sardegna -. Con scelte sbagliate come quella che si sta facendo con il decreto energia la politica affossa ancora di più imprese e occupazione e scarica sui lavoratori il costo dell’incertezza”.

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