• 18 Agosto 2026
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Dolores Turchi: una saggista con lo sguardo al passato

Dolores Turchi
Lucia Becchere omaggia la studiosa con una pubblicazione edita da Domus de Janas, l’opera verrà presentata ufficialmente nel mese di settembre a Oliena.

Martedì 18 agosto 2026. Dolores Turchi, saggista-ricercatrice nata a Oliena il 27 ottobre del 1935, è riconosciuta come la massima e profonda studiosa che ha scandagliato, con rigore scientifico, l’immenso patrimonio di cultura popolare, di tradizioni e storia orale del popolo sardo. L’autorevole studiosa ne ha definito e spiegato i significati, ma soprattutto preservato la memoria di popolo attraverso conferenze, riviste e diffuse documentate pubblicazioni, riportando “in vita” radici e valori identitari, miti e ritualità ancestrali delle comunità dell’Isola.

Gli studi antropologici e delle tradizioni popolari operati dalla Turchi – a cui l’ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico) di Nuoro, in occasione de Sa Die de sa Sardigna 2025, ha conferito il premio di “Ambasciatrice della cultura sarda” per le sue innumerevoli opere e l’attività di divulgatrice internazionale della cultura isolana – hanno avuto un ruolo determinante e distintivo nella valorizzazione delle identità locali agro-pastorali e nella comprensione consapevole della resistenza culturale sarda, formatasi in un passato di valori e simboli condivisi.

È certo unanime il riconoscimento e gratitudine verso Dolores Turchi per aver compiuto, come saggista e antropologa, un’operazione unica di recupero-salvataggio dall’oblio di un immenso patrimonio immateriale di miti, riti, leggende, aver studiato la complessità di significati dei carnevali, il culto dei morti, lo sciamanesimo in Sardegna e aver documentato “la prima testimonianza oculare di una persona vivente sull’operato de s’accabadora (Ho visto agire s’accabadora, Edizioni IRIS, Nuoro, 2008).

L’opera “Dolores Turchi – Una saggista con lo sguardo al passato”, fresco di stampa ed edito da Domus de Janas, è l’emozionante e meritorio lavoro di Lucia Becchere che racconta e celebra il valore intellettuale, la distintiva umanità e l’infaticabile passione civile nell’attivo e laborioso percorso di vita sviluppato dalla studiosa di Oliena.

La particolarità della pubblicazione – organizzata e curata dalla Becchere per “un’amica speciale”, a cui riconosce grandezza interiore, natura schiva e innata sensibilità verso gli ultimi – è quella di essere una biografia realizzata in forma d’intervista che, attraversando ricordi e testimonianze, ricostruisce un percorso umano-intellettuale e il ritratto sincero “donato” dalla viva memoria e autentica voce di Dolores Turchi.

La prefazione di Dino Manca e la presentazione di Lucia Becchere introducono nel suggestivo mondo di Dolores, ricco di valori e sentimenti, che si racconta e riannoda i fili della memoria e del vissuto: la fanciullezza, la famiglia, la formazione scolastica, l’insegnamento, le mille trame di contatti e di saperi, la frequentazione e amicizia con Maria Giacobbe e l’attenzione-studio per Grazia Deledda.

L’attività di studiosa e divulgatrice culturale è ampiamente resocontata e si rivela in modo naturale con la metodologia d’insegnamento innovativo e dettatura di appunti, rivolto agli scolari delle elementari, che valorizza la conoscenza del territorio e della memoria culturale sarda.

Le prime pubblicazioni della Turchi, “Oliena, Barbagia, Sardegna” e “Dalla culla alla bara”, hanno dei ricavati sorprendenti e saranno finalizzate a sostenere le cure dei lebbrosi in Africa (Kenya, Tanzania) e ad aiutare con borse di studio dei giovani di Sant’Angelo dei Lombardi, nell’Irpinia del dopo terremoto del 1980.

Seguiranno molteplici pubblicazioni e fatiche letterarie edite dalla Newton Compton Editori (commentate graficamente da grandi artisti sardi e da Rosetta Murru che, con originale e personalissima interpretazione, ha creato e illustrato le figure degli esseri fantastici e mitologici della tradizione sarda, riprodotti principalmente nel volume “Leggende e racconti popolari della Sardegna”, pubblicato nel 1984, dove l’Isola è narrata attraverso le leggende e le suggestive contaminazioni e passaggi storici-culturali di un mondo arcaico) e la cura della propria casa editrice IRIS e l’impegno per la preziosa rivista semestrale di cultura “Sardegna Mediterranea”.

L’intervista scorre tra capitoli biografici, confidenze, l’iter delle pubblicazioni e i significati della scrittura, disvelamenti sulle prove della vita e l’elaborazione del dolore per la scomparsa del figlio Walter.

Tantissime le “corrispondenze” riportate, a significare la grande attenzione suscitata dai lavori di Dolores Turchi nel mondo universitario e della cultura nazionale ed internazionale (es. Shigeaki Sugeta, Professore emerito all’Università Waseda di Tokyo), e le collaborazioni pubblicistiche su giornali italiani e stranieri, oltre al continuativo impegno giornalistico, iniziato nel 1981, con l’Ortobene di Nuoro.

La pubblicazione si conclude con due cammei inediti: il racconto “I belli della savana”, scritto nell’estate de 1978 dopo l’esperienza umanitaria in Africa; rivisita – da studiosa e attraverso un’attenta analisi di usanze, tradizioni, vita comunitaria e ruolo-condizione femminile – l’incontro e la frequentazione del popolo Masai. L’altro testo inedito, originale nella concezione e proposto integralmente, è la pièce teatrale “Daniele”, ispirata dalla Bibbia e sviluppata in due atti, in cui trasmette sentimenti e messaggi di fede e pace. L’autrice saggista-scrittrice, con i due cammei elaborati come preziosi rifiniti gioielli, offre un ulteriore inedito segno artistico-creativo e di scrittura raffinata.

Una biografia di grande valore umano e sociale, la cui presentazione è prevista nel mese di settembre a Oliena, che testimonia il percorso e senso compiuto delle esperienze di vita della massima saggista identitaria sarda.

Cristoforo Puddu

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