• 2 Luglio 2022
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«L’emergenza caro mangimi non entra in Consiglio regionale», la denuncia di Ciusa (M5s)

Michele Ciusa
«Allevatori e agricoltori non sanno come sfamare i capi di bestiame e come provvedere alla cura dei campi. Priorità al piano semenze, piano cerealicolo, sblocco delle dighe».

«Ancora una volta i tempi del Consiglio regionale non vanno di pari passo con la realtà: ieri sono state approvate tre proposte di legge depositate anni fa, mentre è stato rinviato quello che avrebbe dovuto essere il tema cardine del dibattito: la crisi del comparto agricolo e dell’allevamento. Individuare le priorità su cui lavorare dovrebbe essere la base di un’azione legislativa efficace e calata sulle esigenze del territorio regionale».

La denuncia arriva dal consigliere regionale del del M5s Michele Ciusa, che sottolinea come «gli effetti della crisi economica mondiale scatenati da questa guerra feroce e inaspettata in Ucraina hanno stravolto i piani di spesa del mondo agricolo sardo». «Allevatori e agricoltori – continua – non sanno come sfamare i capi di bestiame e come provvedere alla cura dei campi. Ciononostante il Consiglio regionale ha deciso di aprire il dibattito con la caccia: mi dissocio dalla tempistiche di trattazione di queste tematiche. Oggi la nostra priorità è quella di assicurare una programmazione di lungo respiro a chi non può comprare i mangimi per i maiali, a chi non sa come andare avanti».

Per tale ragione Michele Ciusa assicura che mercoledì prossimo «torneremo in Aula forti e determinati a presentare emendamenti per affrontare concretamente l’emergenza attuale».

«Programmare un Piano semenze, un Piano cerealicolo, lo sblocco delle attività delle dighe sarde per portarle alla capienza massima e un Piano di gestione per la riconversione dei territori incolti della Sardegna finalizzato alla produzione di mangimi per tutti i comparti è la nostra priorità», specifica l’esponente del M5s.

«La mancanza dei mangimi – conclude Ciusa – non si può risolvere attraverso l’erogazione di aiuti economici che, suddivisi tra tutti gli aventi diritto, non sarebbero sufficienti a far sopravvivere le aziende. Ciò che occorre è un vero Piano di gestione delle semenze. Dobbiamo ragionare su cosa innestare nei territori per non dover soffrire la mancanza di foraggio».

Ottica Muscas