In Sardegna altro fine settimana in compagnia delle Giornate del Romanico
Protagonisti i comuni di Bonarcado, Chiaramonti, Ghilarza, Oschiri, Ozieri, Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Semestene, Tergu, Tratalias, Masullas e Solarussa. Venerdì ad Alghero la firma del protocollo d’intesa tra la Fondazione Sardegna Isola del Romanico e il gruppo EMAC dell’Università di Barcellona.
Mercoledì 7 ottobre 2026. Secondo fine settimana dedicato all’arte e al patrimonio medievale della Sardegna. Prosegue tra sabato 10 e domenica 11 ottobre l’affascinante viaggio delle Giornate del Romanico alla scoperta delle numerose antiche chiese dell’epoca sparse in tutta l’isola.
La due giorni sarà preceduta dall’importante firma del protocollo d’intesa tra la Fondazione Sardegna Isola del Romanico e il gruppo EMAC dell’Università di Barcellona durante il convegno “Il romanico sardo e catalano a confronto”. Un dialogo internazionale tra ricercatori e studiosi, che si terrà ad Alghero venerdì 9 ottobre alle ore 16:00 presso il Complesso Santa Chiara – Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari – Aula Nivola. Il programma prevede gli interventi di Pere Beseran, dell’Università di Barcellona, con un approfondimento dal titolo “L’arquitectura romànica catalana i els seus parents italians”; Andrea Pala, dell’Università degli Studi di Cagliari, che parlerà de “Il romanico in Sardegna, apporti esterni e maestranze locali”; Bruno Billeci, dell’Università degli Studi di Sassari, con “Il romanico restaurato: oltre cento anni di tutela in Sardegna”; Maria Dessì, dell’Università degli Studi di Sassari, che presenterà “L’apporto della diagnostica per la conoscenza del patrimonio romanico in Sardegna”; e Rosa Alcoy, dell’Università di Barcellona, con un intervento dedicato a “La pintura romànica catalana: forma i expressió abans i després de Taüll”.
I lavori saranno coordinati da Enrico Pusceddu, del gruppo EMAC-Medieval i modern dell’Università di Barcellona, mentre l’introduzione sarà affidata ad Antonello Figus, presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico. Al termine dell’incontro sarà quindi siglato l’accordo tra la Fondazione Sardegna Isola del Romanico e il gruppo EMAC dell’Università di Barcellona.
Le chiese visitabili nel prossimo fine settimana
A Oschiri saranno aperti al pubblico il santuario di Nostra Signora di Castro, la chiesa di Nostra Signora di Otti e la chiesa di San Demetrio. I tre siti rimarranno aperti anche durante tutti gli altri fine settimana dedicati alle Giornate del Romanico.

Proseguendo in provincia di Sassari, il programma coinvolge Chiaramonti, con la chiesa di Santa Maria di Orria Pizzinna, che conserva numerosi elementi decorativi di grande significato simbolico: si tratta di incisioni che ricordano il passaggio di antichi viandanti e sono note come le “orme del pellegrino”.
Nel ricco cartellone della manifestazione si è aggiunta anche la città di Ozieri, che ha aderito con l’ex cattedrale di Sant’Antioco di Bisarcio. Qui le visite guidate si terranno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.
A Porto Torres sarà visitabile la basilica di San Gavino. Costruita intorno al 1050, fino al 1441 questa maestosa chiesa svolse il ruolo cruciale di cattedrale della diocesi turritana, prima che la sede episcopale fosse trasferita a Sassari, segnando così un importante capitolo nella storia ecclesiastica della Sardegna.
A Santa Maria Coghinas si potrà ammirare la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che conserva ancora la sua facciata medievale. A Semestene, le aperture della chiesa di San Nicola di Trullas sono previste dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Questo edificio è ancora capace di raccontare storia e architettura: si tratta di un edificio che offre informazioni importanti sulle dinamiche religiose e feudali della Sardegna medievale.
A Tregu, la chiesa di Nostra Signora sarà aperta dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’edificio fu costruito nel XII secolo e oggi offre ancora uno spaccato affascinante delle dinamiche religiose e architettoniche dell’epoca.
In provincia di Oristano sarà visitabile la basilica minore di Santa Maria a Bonarcado, che può ancora narrare le dinamiche legate all’epoca giudicale: la consacrazione della chiesa avvenne nel 1146, come indicato da due pergamene del condaghe. Durante la cerimonia, il giudice arborense Barisone I De Lacon-Serra donò altri beni al monastero in occasione della consacrazione della nuova chiesa di Santa Maria. A Bonarcado, il 10 ottobre alle 19, nella chiesa di Santa Maria, è in programma “Dialoghi Sonori – In luoghi sacri tra musica e architettura”, con il soprano Manuela Ragusa, il tenore Carlo Cocco e Valerio Carta al pianoforte.
A Ghilarza saranno aperte la chiesa di San Palmerio e la chiesa di San Pietro di Zuri: la storia di quest’ultima è particolare e unica nel suo genere. Edificata nel 1291, fu spostata negli anni ’20 del XX secolo.
A Masullas si potrà visitare la chiesa di San Leonardo. L’edificio si distingue per l’impiego di materiali diversificati, tra cui spiccano l’arenaria e la trachite, utilizzati principalmente per i prospetti principali. Nelle campagne di Solarussa sarà invece aperta al pubblico la chiesa di San Gregorio Magno, che conserva pavimenti e una vasca di epoca romana e le fondamenta di una precedente chiesa altomedievale.
Nel territorio del Sud Sardegna sarà infine fruibile la chiesa di Santa Maria di Monserrato a Tratalias. Edificata nel 1213, questa chiesa fu concepita come rifugio sicuro per i vescovi di Sulci (l’odierna Sant’Antioco), minacciati dalle incursioni saracene.
In copertina: la basilica di Sant’Antioco di Bisarcio – Ozieri
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